I costi di Ubuntu…
“I costi dell’Open Source” avrebbe fatto ancora più scena, ma mi sembra che possa bastare anche così. Prima, però, una domanda: tu il Mac l’hai comprato con la garanzia estesa a 3 anni? Ovviamente copre qualsiasi problema e anche le p.iva etc, vero? (se lo compri da FNAC, come privato te lo garantiscono 2 anni anche senza questa extra tangente, ma come p.iva no).
Già, sta per succedere. D’altronde, ho un T40 con la stessa ram del mio smartphone che non uso (mi tengo stretto il Nokia C5), il lettore ottico rotto, una batteria che dura circa 60 secondi, un sistema operativo (Jaunty) che non riceve aggiornamenti da un anno e sul quale non girano più neppure le ultime uscite di Opera e Chrome – Epiphany, però, va benissimo; quanto a Firefox, sono fermo al 3.6.
Nell’ultimo anno e mezzo circa ho comprato provato a comprare e poi rivenduto come meglio ho potuto due Thinkpad usati su eBay sui quali le nuove (ai tempi) versioni di Ubuntu davano problemi, e comprato e rimandato subito al mittente un Vaio (batteria che ballava) e un notebook prodotto apposta per Ubuntu (batteria ad alta capacità che sporgeva, ma dalle foto non si vedeva).
E il tutto per cosa? Per provare a usare hardware che varia dall’orribile al brutto e un sistema operativo che fa di tutto per scimmiottare OS X, e che sembra più interessato a puntare – senza alcuna possibilità di vincere, visto anche il divario in fatto di hardware – al 20% degli utenti Apple invece che all’1% degli utenti Windows? Insomma, direi che è ora, e che ho dato fin troppo.

Io ho messo Ubuntu sul mio laptop due anni fa dopo l’ennesimo crash di Windows.
E non ho mai guardato indietro :)
io 4+ anni fa, ma è ora di passare al Mac, nel bene e nel male.
MacBook Air, nel bene e nel male.
sì. Il male, però, secondo te è… ? (thanks)
Uso linux dal ’96, da un po’ di anni ho perso la mania, quasi feticistica, di smanettare con il computer per gusto di farlo. Tutto ha coinciso più o meno quando il computer è diventato un mio strumento di lavoro, non più il fine del lavoro.
Da allora uso ubuntu in alcuni server e OSX nel mio portatile principale, oltre alla postazione windows…
Purtroppo devo convenire con te, ubuntu sta scimmiottando (male) OSX, non ci sarebbe niente di male nel scimmiottare bene, dopo tutto copiare una cosa che va bene non è un errore, il problema è quando lo si fa male. C’è da dire che anche Gnome ci sta mettendo del suo con il nuovo (terribile) desktop environment, ma questo è tutt’altro discorso.
Abbiamo poi windows, che per molti aspetti è ancora il miglior strumento disponibile, e poi ci sono i mac.
I miei cari mac, che ho scoperto dopo che sono passati finalmente ai processori intel. I miei cari mac che pian piano stanno iniziando a copiare paradigmi dai tablet e smartphone, i miei cari mac che, nonostante Jobs abbia detto “It won’t happen”, si sono trovati quel disastro alle libertà informatiche che è l’app store, minuscolo d’obbligo.
Onestamente credo sia un momento storico per l’informatica, tutte le grandi corporazioni stanno cercando di confinare i loro utenti in microcosmi ben controllati detti “walled garden”, per usare la definizione in voga, l’esempio è proprio ciò che si descrive qui:
http://www.dotcoma.it/2011/09/29/la-fine-del-web.html
In passato c’era già stato il tentativo, ricordo i canali “Push” di microsoft, un tentativo di veicolare contenuti in canali ben controllati, c’era anche The Microsoft Network, una serie di servizi che tra varie rivoluzioni oggi si chiama Windows Live.
I tempi però non erano maturi, nessuno sapeva ancora invogliare la gente a spendere per servizi o prodotti dei quali, fondamentalmente, non hanno necessità. Arte questa che oggi si è raffinata moltissimo fino ad arrivare a far sentire la gente una merda quando si sente dire dal televisore “Se non hai un iphone…non hai un iphone”, è quasi come l’immagine della pubblicità vigorsol di alcuni anni addietro dove ricordo un tizio al quale veniva rifiutato un bacio perché probabilmente, dopo una porchetta, si era scordato di distruggersi lo stomaco con un pacchetto di vigorsol.
Quello che i consumatori non hanno ben capito, a mio modestissimo parere, è che non stanno più comprando un prodotto, ma sono i consumatori ad essere diventati il prodotto.
Tutto questo sta accadendo per dei motivi ben precisi, che Tim-Berners Lee ha disaminato in un bellissimo articolo:
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=long-live-the-web
Ho già provato qualche anno fa a tornare a linux come sistema principale, il problema è che non si trova mai del software con gli stessi livelli qualitativi di alcuni programmi che uso spesso, non per lavoro, come Aperture o Final Cut Express, persino un banale software come iTunes non ha un corrispettivo su linux. Ragion per cui, alla fine, per ora l’hanno vinta loro e nel mio caso il “customer lock-in” è quasi riuscito.
E’ questo il male, il “customer lock-in”, e lo vogliono ottenere tutti.
verissimo, e grazie per il link all’articolo di TBL. Però l’aifòn per quanto mi riguarda se lo possono mettere…
Io ho iniziato ad utilizzare ubuntu dalla versione 8.04. Devo dire che dalla versione 10.04 windows ormai è confinato in una microscopica partizione, non so perchè ma mi ripeto sempre che potrà tornarmi utile un giorno, ma fino ad adesso non è mai capitato, e se dico mai è mai.
Per quanto riguarda il fatto che ubuntu scimiotti un pò OSX è senz’altro vero e l’interfaccia unity non mi dice davvero niente. Vogliamo però parlare di gnome-shell. Strepitosa con ubuntu 11.10 sul mio dell vostro v13, dopo aver impostato tutta una serie di gestures con il trachpad ho raggiunto davvero l’usabilità perfetta con questo ambiente grafico (gnome3).
Poi per il resto si possono fare milioni di considerazioni, ma secondo me linux è diventato ormai davvero un’alternativa più che valida anche per quei programmi più commerciali, il fatto è che in questo caso il fattore scoraggiante l’utente è l’estrema difficoltà nell’apprendere il funzionamento i tali applicativi.