Degli USA, bello ma peraltro disatteso: E pluribus unum. Dell’Italia: Forti coi deboli e deboli coi forti. Bisognerebbe scriverlo ovunque negli aeroporti, e ancora di più sulle coste su cui sbarcano i disperati che scappano dall’Africa. Un po’ come, sulla porta dell’Inferno…
Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Il notebook (solo 12″, però) é bello, ma pare che Chrome OS sia una beta di una beta.
Certo un notebook HP da 13″ simile al mini e un ubuntu più smart vincerebbero, ma…
To innovate, you have to try many things, fail but keep trying, and be willing to be misunderstood for long periods of time
- Jeff Bezos
Mi fa un certo effetto sentir parlare della importanza della famiglia da un settantenne single impenitente con le scarpine rosse firmate e che si circonda di atletici giovanotti svizzeri…
Vorrei l’istituzione della commissione antimafia, subito, e un tentativo di ridare dignità alle periferie. Vorrei tagliare subito tutti gli inutili consulenti esterni, per ridare dignità a chi lavora per il Comune.
Vorrei un responsabile per l’Expo che possa almeno evitare a Milano una figura di merda galattica.
Ma più di tutto, vorrei che Giuliano Pisapia mi costringesse a vendere l’automobile. E non alla vecchia maniera sovietica, o la vendi o ti mando in Siberia. No, vorrei che mi costringesse a vendere l’auto The Capitalist Way, come fanno a Londra. Vorrei che Pisapia facesse una conta del numero di posti in cui è decente e sensato parcheggiare l’automobile per strada a Milano, escludendo quindi i parcheggi in curva, quelli in mezzo alla strada, i marciapiedi e quelli nei controviali, che in nessun altra città del mondo che ho mai visitato sono ridotti a parcheggi a cielo aperto. A quel punto, e constatato che il numero di parcheggi in strada a Milano sono sufficienti per solo la metà o al più per due terzi del numero di automobili presenti a Milano, vorrei che Giuliano Pisapia istituisse un’asta per vendere a chi paga di più il diritto di parcheggiare l’auto in strada. Si potrebbe, ad esempio, fare a buste chiuse, come fanno le società di calcio quando devono giocarsi il cartellino di un giocatore di cui sono comproprietarie: ciascuna scrive quanto è disposta a pagare per il 50% dell’altra società, e chi offre di più vince. Vuoi parcheggiare l’auto a Milano per strada? Bene. Dimmi quanto sei disposto a pagare, e quelli che pagano di più – a partire da una base d’asta minima che potrebbe essere 300 Euro al mese nelle zone esterne e 500 Euro al mese in Zona 1 – vincono. Gli altri, vendono la macchina. O prendono 100 Euro di multa tutte le sere. Come succede a Londra, per dire.
Ah, sì, e poi, coi soldi tirati su, non solo investimenti massicci per i mezzi di superficie ATM – che le metropolitane saranno anche un chiodo fisso della sinistra, ma sono anche uno dei tanti errori della sinistra, che ci vogliono molti più soldi e almeno 10 anni di tempo per una linea della metropolitana, e poi non ho capito perchè chi usa i mezzi pubblici deve andare sotto terra mentre chi scorazza col SUV può stare alla luce del sole! – ma anche il più grande car sharing d’Europa, che ai milanesi piace avere l’auto sotto casa, ma averne ognuno una di proprietà è semplicemente uno spreco di risorse e di spazio pubblico, l’estensione del bike sharing a tutta la città, piste ciclabili e, meglio ancora, anche n strade ciclabili, aperte solo alle bici, che ha molto più senso che in alcune strade vadano solo le auto, in altre solo gli autobus e in altre ancora solo le bici. E un ticket da almeno 10 Euro (e parcheggio extra) al giorno per chi entra a Milano da fuori, e una flotta di mille autobus comodi e col wifi (in modo che si possa scalare mezz’ora di lavoro in autobus la mattina dalle 8 ore giornaliere) per portare in Milano la mattina e poi riportare fuori la sera i pendolari. Che risolvere il problema del traffico si può e si deve, e se si ha fantasia, risorse economiche e soprattutto una determinazione di ferro non deve neppure essere poi così complicato, 40 anni dopo che siamo andati sulla Luna…
Ma davvero la Moratti ha detto che “rimane a disposizione di Milano”?
Per fare cosa, per aiutare Lupi e CL a lucrare sui terreni dell’Expo?
Ma quanto è vecchio un Paese in cui esiste la categoria “giovani” a un festival di musica?
Lancia degli strani suoni, perde la connessione web, sta davvero tirando le cuoia. Il dubbio: un ultimo tentativo con un Ubuntu made in Puglia o mi compro un MacBook Air e non se ne parla più?
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