Il web non è libero
C’è un filtro su tutto ciò che fai online, da Facebook a qualunque ricerca su Google o su Bing (ma non su DuckDuckGo); o Yahoo! News, il NY Times etc. Il mondo che vediamo è tagliato su misura per noi; non come in Cina o in Iran, ma come in Brave New World. Non cambia molto. Anzi.
Ne ha parlato Eli Pariser, autore di The Filter Bubble, lo scorso mese a TED. Fra le altre cose, è un’opportunità per i giornali, che sicuramente non saranno mai in grado di personalizzare le cose bene come Google e Facebook, di farci vedere anche i punti di vista di chi la pensa diversamente da noi.
20 giugno 2011 -- 0 commenti

Inserisci un commento