Riprendersi le parole
Non sono stato un grande fan di Pisapia in questi mesi, indubbiamente deluso da qualche incontro fatto con le sue Officine sui temi traffico/parcheggi/mobilità, dove su 40 persone sedute intorno a un enorme tavolo quadrato, eravamo in 3 o 4 a osare dire qualcosa contro le auto private, mentre l’idea dominante era che “se chiediamo ai vigili di dare le multe a tutte le auto parcheggiate sui marciapiedi, poi i milanesi interpretano questa cosa come una patrimoniale” (!). Agghiacciante.
Al tempo stesso, va dato atto a Giuliano Pisapia di aver fatto una campagna magari vecchio stampo – Obama, he’s not – ma di sicuro condotta fino in fondo e con passione, esattamente come va dato atto a Stefano Boeri di essersi speso, pur dopo la cocente sconfitta alle Primarie, in modo molto leale nei confronti tanto di Giuliano quanto del PD. Ieri sera pare che Pisapia abbia fatto un affondo interessante contro il PDL e contro la pretesa del PDL di usare due parole importanti:
Domenica e lunedì noi abbiamo un appuntamento. Dobbiamo riprenderci due parole. Due parole che ci hanno scippato. La prima parola è libertà. L’altra è amore. Si dicono “popolo della libertà”. Si dicono “partito dell’amore”. Non ne sono degni. Questa sera noi quelle parole ce le riprendiamo. E domenica e lunedì, tutti insieme, liberiamo Milano.
Lo spero davvero. E’ davvero ora di mandare a casa il peggior sindaco della storia di Milano!

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