Sono la stessa cosa. Chiedo – su un Frecciarossa! – la carrozza 2 posto 34 sperando – non ci sono disegni dei posti sul treno – che sia quello di fianco al posto 35 della persona con cui devo viaggiare e me ne assegna un altro, a caso, una volta il 24, una volta il 95. Se chiedo il posto 95, in compenso, mi assegna il posto 66. Un cinema. Stasera mi sa che me li gioco al lotto. ah, sì. E il circuito di pagamento ha bloccato entrambe le mie carte di credito. Voglio SNCF o le Ferrovie Svizzere!
Ma di cosa stiamo parlando? Siamo passati da una Prima Repubblica di grigi apparatchik, democristiani o comunisti poco importa, che decidevano tutto all’interno delle segreterie dei partiti a una cosiddetta Seconda Repubblica di partiti personali di personaggi fin troppo coloriti, ex cantanti di navi da crociera, ex medici che non erano medici, ex magistrati con problemi col congiuntivo e novelli Masanielli in servizio permanente… E, in tutto questo cambiamento perchè nulla cambi, vince sempre “chi è in lista”, e chi è in lista lo decidono loro. Democrazia, chi era costei?
Guarda a come comunica la politica, e capirai un Paese. Se questo è quello che vediamo a Milano, la capitale della (pessima) industria pubblicitaria italiana, c’è davvero poco da stare allegri…
Secondo me networkedblogs.com è come i vecchi sistemi di scambio banner. Posso dire che chiunque usi networked blogs secondo me non capisce un cazzo di Internet? eh, sorry, guys.
Sto provando a settare questo plugin per far sì che i tweet vengano messi assieme ai trackback, e non assieme ai commenti come dovrebbe essere di default.
Ho settato il plugin a dovere, ho twittato un mio post, ma poi quando gli dico “Check for New Tweets Now” per vedere se mi mette il tweet nel posto giusto, mi dice…
>Fatal error: Class ‘Snoopy’ not found in /home/dotcoma/public_html/wp-content/plugins/simple-trackback-validation/simple-trackback-validation.php on line 158
che succede? Grazie! :)
Lettera di Jeff Bezos agli azionisti Amazon.com, 1997 [link]
We established long-term relationships with many important strategic partners, including America Online, Yahoo!, Excite, Netscape, GeoCities, AltaVista, @Home, and Prodigy.
Con chi??? Pregasi notare anche che nel 1997 Amazon.com fatturava già 147,8 milioni di dollari, ovvero più o meno quanto quelli di Yoox – bravissimi, intendiamoci – hanno fatturato nel 2009.
Geniale. Due paia di pantaloni – ma belli! – e una camicia, 59 Euro :)

Con lo stesso metodo dei banner e della frutta e verdura, insomma.
Certe aziende non lo capiranno mai. Il web non è una roba da informatici. Mi arriva via Monster: cercano, per terzi, E-Commerce Project Manager. Cosa deve fare, competenze, le lingue etc… Poi: Conoscenza di Dreamweaver e HTML. Quello è sì e no un webmaster, cont el sìdel e la cazzoeula…
As Sergey Brin famously said, There’s nothing but search. In a similar vein, Doc Searls once said that the web was filling in two specific and very real needs, the need to know, and the need to buy. On the other hand, dear Mr. Marketer, none of us feels any impelling need to be advertised to. Or targeted. Or sliced and diced. Or to have a relationship we didn’t even know we had with a company we don’t care much about – hey, that’s you, toothpaste sellers of the world! – managed (since when did we become so romantic to manage relationships?) by somebody whose sole aim is to sell more stuff to us. As RageBoy said, these are all just MTDs, or Marketing Transmitted Delusions.
When I’m watchin’ my TV
and a man comes on to tell me
how white my shirts can be…
I Can’t Get No Satisfaction, The Rolling Stones
La tecnologia ormai c’è. Sono il coraggio e il cervello che mancano. Questo weekend la mia bagnarola ha fatto le bizze ben due volte, e oggi non me la sono sentita di rischiare di farmi abbandonare nell’arsura della campagna lombarda, fra Cornaredo, dove avevo un esame da fare, e Settimo Milanese, dal mio dentista. Così, e in luce anche del fatto che sto pensando di disfarmene, ieri sera ho fatto un po’ di ricerca sul car sharing a Milano. Questi due – uno e due – costano un centinaio di Eurozzi all’anno solo di iscrizione. E-vai, nome molto niu economy, invece no.
Stamattina ho mollato l’auto dal meccanico; poi ho perfezionato la mia iscrizione a E-vai e alle 13 mi sono presentato in Cadorna, dentro alla stazione, di fianco al binario del Malpensa Express, per ritirare l’auto. Mi accompagna un loro addetto, ricevo un SMS, rispondo, come per miracolo si apre la serratura dell’auto, le chiavi sono nel portaoggetti davanti al sedile del passeggero, e via. L’auto é una Fiat Panda con motore elettrica e con cambio automatico. Facile da usare, si comporta bene, in tangenziale l’ho portata senza problemi a 100 km/h, è silenziosa, direi davvero ottima.
Lati negativi: autoradio col frontalino estraibile come negli anni ’90. Niente navigatore satellitare. Niente aria condizionata (!). Costo orario (5 Euro/ora tutto incluso) ma puoi prenderla solo allo scoccare dell’ora, e per restituirla hai 15 minuti di tolleranza sull’ora successiva. In pratica, per 2 ore e 16 minuti, mi sa che ho speso 3×5 + 5 di fisso per aver preso l’auto, 20 Euro. Migliorabile. Davvero ridicolo che tu non la possa prendere quando vuoi, restituire quando vuoi e pagare x al minuto. Ah, sì, anche il colore è… migliorabile. Vai in giro con quella roba lì e ti prendono per il tecnico dell’ENEL…
A sentire il nostro amico candidato sindaco comunista Pisapia, i milanesi dovrebbero comprarsene una. E poi continuare a stare in fila a 10km/h e a parcheggiarla sui marciapiedi, perchè è ecologica (crescono sugli alberi, le Fiat Panda elettriche? mah). Trovo assai curioso che un vecchio comunista sia così a favore della proprietà privata delle auto. Forse sarà per un qualche tipo di amore mai negato per gli operai che le costruivano, io non discuto, e per l’idea che anche la classe operaia dovesse andare in paradiso in auto, ma mi spiace ma io non ce la faccio proprio a votarlo.
Faccio il tifo invece per un car sharing vero e capillare che convinca i milanesi a disfarsi delle auto di proprietà, finanziato anche da 20 Euro al giorno di ticket per entrare in auto nel Comune di Milano, da 200 Euro al mese di tassa sull’occupazione del suolo pubblico per le auto dei milanesi parcheggiate in strada e dalle multe per chi parcheggia sui marciapiedi. Faccio il tifo per un candidato vero di sinistra e per una sinistra che non c’è. Purtroppo. E intanto voterò per il candidato di Futurismo e Libertà, il giovane che si è dimenticato di mettere la sua url sui manifesti elettorali. Ma povera Milano!
Intanto, a Roma… sic (!)
Mi sa che devo aggiornare il mio dizionario di milanese: ieri in un outlet, per così dire, a Milano ho visto un paio di chinos, per di più l’ultima misura rimasta, a Euro 139. Ovviamente sono ancora là.
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