A one-trick pony

Un breve e spero chiaro post per tutti coloro che ancora insistono a dire che Google ha una sola fonte di entrate. Innanzitutto, sono due, visto che parliamo di Adwords e Adsense. In secondo luogo, mi risulta che anche Microsoft ne abbia poi solo due, Windows e Office. In terzo luogo, e soprattutto, lo scopo di GMail, Google Maps o Google Docs, esattamente come pure lo scopo di Android, Chrome e, prima o poi, di Chrome OS, non è quello di fare fatturato, ma di danneggiare le entrate dei competitor, come ad esempio Microsoft e Apple, di creare strumenti che possano diminuire la dipendenza di Google stessa da prodotti o servizi dei competitor, come Windows, IE, Firefox e l’iPhone, e, ancor più, di cambiare le regole del gioco. Prima di Android, Microsoft vendeva il proprio sistema operativo, anche se magari fortemente scontato sui netbook a causa dell’arrivo di Linux, ai venditori di hardware. Nel 2011 ha firmato un accordo con Nokia un po’ diverso: sarà Microsoft, la stessa azienda che diceva di non capire come Google potesse impegnarsi a creare un sistema operativo open source per i cellulari senza avere dietro un modello di business, a pagare 1 miliardo di dollari a Nokia per poter mettere Windows Mobile 7 sui cellulari della casa finlandese, e sperare poi, immagino, di guadagnare soldi sulle ricerche fatte con Bing, un motore di ricerca che perde 2 miliardi di dollari all’anno…

27 marzo 2011 -- 11 commenti

11 Commenti

  1. 1 Marco Cilia said at 09:15 on marzo 28th, 2011:

    AdSense è solo un’altra faccia di AdWords, senza il quale non esisterebbe, per cui cavillando un po’ alla fine la fonte è una sola. Comunque, volevo dire che per quanto assurda la strategia di Microsoft mi pare l’unica: posto che Bing non decolla su desktop, nonostante in alcuni campi specifici sia persino più avanti di Google Maps, se (e sottolineo SE) esiste un terreno in cui fargli recuperare terreno, allora quello è il mobile (almeno stando a tutte le stat e le proiezioni ad oggi disponibili). E dato che WindowsPhone in sè ha gli stessi problemi di “simpatia” di windows normale, che altro dovevano fare?

  2. 2 antani said at 10:43 on marzo 28th, 2011:

    Che poi non c’è niente di male ad avere successo con una singola soluzione no? La stragrande maggioranza delle aziende prospera in questo modo e muore quando i tenpi cambiano se non si adegua. Vista dall’altro lato, molte delle aziende che diversificano alle volte crollano per perdita di controllo o gestione finanziaria non esattamente sostenibile.

  3. 3 Massimo said at 11:28 on marzo 28th, 2011:

    Quindi: la X-Box o MSN potrebbero essere viste come diversificazioni di troppo, mentre Bing, se non riescono a iniziare a fare utili, come un non essere riusciti ad adeguarsi ai tempi? :)

  4. 4 Sergio said at 11:30 on marzo 28th, 2011:

    Tutto corretto, però microsoft ha un altro grosso modello di business: l’xbox.

  5. 5 Massimo said at 11:32 on marzo 28th, 2011:

    cioè, adesso Xbox rende? Per anni è stata in profondo rosso, no?

  6. 6 Massimo said at 13:00 on marzo 28th, 2011:

    @Marco: sorry, ho visto solo ora il tuo commento (era in stand-by). Che altro dovevano fare? io dico solo: smettere di riferirsi a Google come a un one-trick pony, che sì, Adsense è legatissimo ad Adwords (ma anche Office a Windows), ma è un pony che ormai ha praticamente disarcionato il cowboy di Redmond. Il problema, infatti, non è tanto che Bing sia indietro rispetto a Google. Apple sto problema non se lo pone del tutto. Il problema vero é che nessuno, ma proprio nessuno, LG, HTC, Samsung, Sony Ericsson, Motorola etc – ha voluto comprare Windows Mobile 7 come sistema operativo per i propri cellulari. La domanda vera é: cosa succede se Chrome OS sarà un sistema operativo più che sufficiente, oltre che gratuito, per il 90% dei privati che comprano un pc?

  7. 7 antani said at 13:28 on marzo 28th, 2011:

    Massimo, su quest’ultima cosa non trascurerei la capacità controllo dei canali commerciali. Mentre Bing è un prodotto che puoi proporre liberamente in rete (se funziona presto o tardi buca) un sistema operativo installato su un PC è una storia diversa. Il 90% degli utenti non è in grado di installare un OS quale che sia, un altro 5% si accontenta di quello che trova, altri cambiano (e sul 5% sono stato ottimista, mi sa). Così i netbook escono a larga maggioranza con Windows (parlo di quello che vedo in Italia, ovviamente) mentre avrebbero da quadagnarci a non finire con una distribuzione Linux qualsiasi (anche solo per fare a meno di un antivirus). In questo settore molto dipenderà dalla capacità di Google di stringere accordi commerciali proficui con i produttori di HW, e sinceramente non è che il recente passaggio da HTC a Samsung mi faccia pensare che ne siano in grado.

  8. 8 Sergio said at 13:30 on marzo 28th, 2011:

    @massimo per quello che so la divisione xbox è in attivo da qualche anno.

    Più che altro gli abbonamenti di xbox live e le licenze per sviluppare i giochi, il “ferro” sarà sempre in perdita naturalmente.

    Ora, non credo che MS possa stare in piedi solo su xbox, ma xbox potrebbe cominciare a stare in piedi senza MS.

  9. 9 Massimo said at 13:40 on marzo 28th, 2011:

    @Sergio: esatto. XBox potrebbe anche stare in piedi, ma Microsoft??

    @antani: non so a cosa ti riferisci quando parli di “recente passaggio da HTC a Samsung”, sai.

    Per il resto, hai la tua dose di buone ragioni, ma considera che Linux sui netbook era “solo” gratis, anzi costava qualcosa ai produttori di hardware per customizzarlo, era “senza brand” (oddio, è Linux, io non ci capisco niente) e XP, un sistema operativo conosciutissimo e a fine ciclo di ricavi, veniva dato ai produttori scontato, e magari Microsoft investiva pure in marketing per spingere i loro netbook invece che quelli di qualcun altro (con Linux). Con Android, Google ha iniziato a mettere sul piatto anche dei soldi, una percentuale di quanto gli utenti renderanno cliccando su adwords/adsense e un po’ del proprio brand. Con Chrome OS, il sistema operativo con lo stesso nome di un browser usato dal 20% degli internauti, Google potrebbe decidere di mettere sul piatto il proprio marchio senza più mezzi termini (quindi, da “oddio, é Linux, é difficile” a “dai, papi, ma quanto sei giurassico, é Google, é cool!”), e girare questa volta molti soldi, sempre in revenue sharing, ai produttori di hardware (adwords/adsense su mobile varrà sicuramente meno del 5% del totale) e che questa volta, su Windows 7, Microsoft non può fare sconti, o, comunque, se li fa, non li può fare per sempre, perchè se lo fa, lo fa prendendoli dalla propri cassaforte, mentre Google può girare ai produttori parte di ciò che le aziende investono su adwords/adsense. In altre parole, secondo me il mercato dei consumer generici a cui si indirizzava una volta Microsoft sta per essere spazzato via…

  10. 10 antani said at 17:07 on marzo 28th, 2011:

    Hai ragione, ci vuole Google e potrebbe farcela. La maggior parte degli utenti quando sente Ubuntu dice “Uchè?”, ma Google ha una brand awareness decisamente notevole e la politica di revenue è potenzialmente vantaggiosa per i produttori di HW. MS potrebbe comunque sempre fare quello che ha fatto con WP7, ma la vedo dura, anche perchè trasformerebbe una delle sue tette storiche in un ramo in (potenziale) perdita. L’unica cosa da dire su Google OS è che al momento è *solamente* un browser. Ve benne la nuvola, ma ci vuole qualcosa di più.
    Su HTC, mi riferisco al fatto che il Nexus 1 è stato prodotto da HTC, mentre il nuovo S è stato affidato a Samsung, segno che qualcosa tra Google e HTC non ha funzionato. Google non ha storia alle spalle nella gestione degli OEM, MS ci sguazza.

  11. 11 Massimo said at 15:33 on marzo 29th, 2011:

    sì, immagino che Chrome OS non sia pronto per battere Windows, ma per come hanno messo in piedi Android, tutto o quasi è fattibile, se vogliono. E sì, meglio lasciar perdere gli esperimenti cime il Nexus 1 e concentrarsi piuttosto sull’offerta del SO a chi lo vuole.


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