Curitiba, Brasile

Sta per concludersi il mio periodo di studio e osservazione a Curitiba, la cosiddetta città-modello del Brasile. Indubbiamente, la città ha fatto cose interessanti: a partire già dagli anni ’70 ha creato un sistema di autobus veloci (BRT); ha molti programmi sociali, aiuti per i poveri (le favelas sono poche e sotto controllo, e la città sicura, se non fosse per il crack), attenzione per gli handicappati, molti parchi nuovi fuori città, un istituto di ben 200 persone che pensa al futuro della città, un’amministrazione pubblica che sembra aperta ed efficiente e fin troppo marketing della città stessa.

Ora, i lati negativi: la strada centrale dello shopping, rua XV Novembro, pedonalizzata nel 1972, non è più il centro commerciale della città, e di sera è piena di persone poco raccomandabili; gli autobus sono buoni ma non eccellenti, e chi può va in macchina; vi sono un milione di automobili per 1,7 milioni di abitanti; vi sono 30 (trenta) shopping center con parcheggi nella città; il piano urbanistico della città ha creato distorsioni, e spinge sempre più fuori i nuovi arrivati poveri, con un notevole aggravio sul sistema degli autobus, a tariffa unica anche per chi è 30 km fuori dalla città.

I parchi sono fuori città, e così pure le piste ciclabili; le bici sono viste come una cosa un po’ stravagante da neo-hippie o fighetti e utili solo per il sabato e la domenica; il principale fiume della città, il Belem, sembra il Lambro – e almeno nessuno premia Milano come capitale ecologica del mondo! Più in generale, gli interventi degli ultimi anni sembrano aver perso di vista l’idea di trasformare la città, e pensano più al marketing della città stessa e a vincere premi, che fare cose nuove, spesso legate alla cultura, è molto più facile che mettere a posto le cose che non funzionano in città.

Lezioni per Milano? Milano è, almeno potenzialmente, messa meglio sotto molti punti di vista, dalla ricchezza prodotta, alle dimensioni molto più contenute della città, al fatto che è piatta e senza colline, fino al fatto che è tuttora piena di negozi e negozietti e non ha, per fortuna, quegli enormi obbrori chiamati shopping mall almeno in città. Purtroppo, sono spesso proprio i commercianti a non capire che fino a quando regnano le auto, la gente andrà a fare la spesa nei posti grandi e fuori città con parcheggio, e la deriva lenta ma inesorabile di una città ostaggio delle automobili proseguirà…

19 novembre 2010 -- 2 commenti

2 Commenti

  1. 1 Dario Salvelli said at 11:44 on novembre 20th, 2010:

    Ma dai non mi dire: alla fine ci sei andato e hai scoperto che è meglio Milano? :)

  2. 2 Massimo said at 03:56 on novembre 22nd, 2010:

    beh, per forza. Anche se auto parcheggiate sui marciapiedi li’ non ne ho viste…


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