Piste ciclabili e Ponte sullo Stretto

Ancora da ieri sera: Boeri: avete visto che stanno rifecendo la pavimentazione dei marciapiedi in Corso Buenos Aires? Ora, oltre ad aver sbagliato materiale, che il granito lo sanno tutti che assorbe lo sporco, come è possibile che nel 2010 rifai la pavimentazione e non fai una pista ciclabile?

Io non sono d’accordo.

Potremmo fare anche una corsia ciclabile sulla Milano-Bergamo, ma chi ha voglia di pedalare in quello smogificio? Se questo è il meglio a cui arriva a pensare uno dei più bravi architetti e urbanisti di Milano, vuol dire che non ci ha pensato abbastanza. C’è spazio per chi è più creativo.

Senza contare che dove finisci dopo la (eventuale) ciclabile di Corso Buenos Aires? Piazzale Loreto o Porta Venezia, per una bici, sono più o meno l’equivalente di finire sulla Reggio-Calabria-Salerno dopo aver appena finito di percorrere il (fantomatico) Ponte sullo Stretto per un’auto…

Per come la vedo io, o hai le palle per pedonalizzare del tutto Corso Buenos Aires e spiegare ai negozianti che è l’unico modo per battere i centri commerciali che sorgono come funghi fuori Milano, e nei quali, bada bene, le auto non circolano – non all’interno, oppure chiudi alle auto la via di fianco.

Via Tadino, solo pedoni e bici. Yes We Can. La verità è che nessuno sembra più neppure in grado di immaginare una città in cui ci riprendiamo gli spazi – e i tempi – che le auto, in movimento, ferme in coda o parcheggiate davvero ovunque, hanno preso – usurpato! – alla città e ai cittadini.

1 ottobre 2010 -- 0 commenti

Giuliano Pisapia e Stefano Boeri

Ieri sono stato all’aperitivo per l’inaugurazione della nuova sede del comitato per Giuliano Pisapia (Sinistra e Libertà), in zona parco Solari. Una piccola sede in un negozio a una sola luce, persone anche interessanti, parecchi commenti anti-PD, un piccolo pupazzetto di Obama, Springsteen con Born in the USA (non ci sono più i comunisti di una volta), tanti Blackberry, nessun iPhone. Ho parlato con una persona del suo staff, indubbiamente in gamba. Mi dice però che il programma sarà più chiaro solo dopo aver vinto le Primarie (quindi ora non è chiaro?). Per quanto riguarda le auto e il traffico, che è la cosa che a me preme di più e su cui costruirei letteralmente una campagna, mi dice che è uno dei punti importanti, ma non ho visto il fuoco negli occhi che avrei voluto. Mi dice anche che l’Ecopass è giusto, e va esteso, ma che non vanno penalizzati solo coloro che non possono comprarsi un’auto nuova. Insomma, se non andare in paradiso almeno andare in auto deve essere un diritto anche del proletariato. Io, modestamente, dissento. Io vorrei un candidato che mi tassa 200 Euro al mese per l’auto. Ovviamente, la venderei.

Poi sono stato all’Arci Bitte di via Watt a un incontro organizzato da 11metri.com con Stefano Boeri (Giuliano Pisapia è già passato di lì; lunedì 18 ottobre ci sarà invece Valerio Onida). La politica della casa, le scuole civiche e le scuole pubbliche, gli stranieri come risorsa per Milano, ecopass e lotta alla doppia fila e piste ciclabili (a dire il vero, questa parte sulla mobilità è stata la meno convincente, e che un urbanista non riconosca il dramma di una città ormai ridotta a parcheggio di automobili a cielo aperto mi sorprende e non poco), e poi ancora il problema cocaina a Milano, e ovviamente l’Expo. Bravo, Boeri. Mi è piaciuto. Mi è sembrato uno concreto e che vuole risolvere i problemi, e che odia chi, come la giunta in carica, diversi di questi problemi ha contribuito a creare. Da notare anche che fa di tutto per smarcarsi dal PD. Ha una sua lista, delle sue persone di fiducia, e non mi sembra il tipo che lascerà che si operi troppo per commissione, scambi di favori e alzate di mano. Il PD lo appoggia ed è felice della cosa, dice, ma non è un candidato del PD. Mi sembra un bel personaggio, e di sicuro uno che si presenta per vincere.

1 ottobre 2010 -- 6 commenti