Moschea a Milano: Ribaltare le prospettive
Non sarebbe ora di smettere di parlare della concessione di un’area per una moschea e di iniziare invece a dire che vogliamo costruire a Milano la più bella moschea d’Europa? La facciamo progettare a un qualche Norman Foster arabo, in modo che sia, per quanto possibile, come la cupola del Reichstag, ovvero un monumento alla trasparenza. Il Comune ci mette una parte dei soldi necessari, che non ho ancora capito come Milano abbia potuto ottenere l’Expo senza una moschea, quando Izmir ha chiese cattoliche, chiese ortodosse e sinagoghe. Chiediamo donazioni alla popolazione di Milano, musulmana e non. L’hanno fatto a Beirut, ce la possiamo fare anche noi.
(poi, a quel punto sì che potremo incazzarci se invece pregano per strada e bloccano il traffico)

Ribalto ulteriormente le prospettive: perche’ mai il comune o lo stato dovrebbe mai investire dei soldi in un luogo di culto, sia esso moschea, chiesa o tempio buddista?
Non basterebbe lasciare che una comunita’ religiosa – qualunque essa sia – si possa comprare un terreno e si possa costruire il suo luogo di culto con i suoi soldi (raccolti con l’8/1000, con le lotterie, con le donazioni dei cittadini etc etc…). Smettiamo di fare della religione una questione di Stato!
iMHO fino a che continuiamo – sbagliando – a dare miliardi al Vaticano, non aiutare le altre religioni è discriminazione. Inoltre, non mi sembra che nessuna organizzazione musulmana che abbia accesso all’8/1000.
Infine, è anche una questione di business: è probabile che un grande e serio investimento di alto livello da parte del Comune di Milano in una moschea possa avere delle ricadute economiche positive sulla città.
Non credo che il problema si risolva mettendo le altre religioni sullo stesso piano della chiesa cattolica. Credo che il problema si risolva trattando la chiesa cattalica allo stesso modo delle altre religioni.
sono d’accordo. Ma facciamolo; se non lo facciamo, stiamo trattando le altre religioni peggio e basta. E poi rimane il mio secondo punto. Quanti dei (fantomatici, temo) 20 milioni di visitatori dell’Expo sono musulmani? E li lasciamo a piedi così? A me e a te non frega nulla di un posto dove pregare, ma ti potrei citare uno di questi grandi guru americani del web che la prima cosa che fa quando arriva in Italia è cercare una sinagoga. Penso sia anche, oltre al fatto religioso, un modo per capire come si trovano i suoi simili in un contesto diverso, e un modo per sentirsi più a casa. Infine, è un ponte anche economico, e un segno di apertura. E se fai un bellissimo edificio e riesci a far rinascere una zona della città, fai del bene alla città.