La tecnologia che servirebbe davvero…

Leggo di banche che danno 5 dollari a chi diventa “sindaco” delle loro filiali su Foursquare, e non riesco a fare a meno di chiedermi: ma usare la tecnologia in modo utile è troppo difficile, cazzo?

Tipo: fai una foto a ogni auto parcheggiata su un marciapiede, la mandi via MMS al Comune, un addetto (o un software) digita il numero di targa, decide in automatico quanto dare di multa a seconda che sia la prima, seconda, terza etc infrazione di quel tipo, manda la multa al proprietario e accredita 10 euro di traffico telefonico, o 10 biglietti della metropolitana, sul telefono di chi ha mandato l’MMS.

Troppo difficile?

16 settembre 2010 -- 35 commenti

Un futuro semplice con twitter

Bello il video del nuovo twitter: uno spot per la frutta e la verdura, i mezzi pubblici, gli LP, così démodé, i libri e le biblioteche, il vino e i picnic a guardare la luna con il fidanzato o la fidanzata.

A parte questo, mi pare chiaro che la società sta copiando e inglobando sempre più funzionalità create da altri, ad esempio da quelli di Tweetmeme, e puntando a diventare il nuovo Digg…

15 settembre 2010 -- 2 commenti

Noi della New Economy

Ci si vede per pranzo, e ci si lascia pochi minuti prima del gol di Snejder. E’ un vero peccato che la Nazione non sia in grado di contabilizzare quanto abbiamo prodotto in quelle ore nel PIL ;-)

14 settembre 2010 -- 0 commenti

La sinistra italiana

Sono domande…

Quanti ex di sinistra ci sono alla corte dei miracoli di Silvio? Bondi, Liguori, Ferrara, Capezzone. Per non parlare, poi, dei de facto collaborazionisti, Bertinotti, Vendola, D’Alema. Quanti uomini di destra si sono, viceversa, allontanati da Berlusconi? Montanelli, Travaglio, Follini, Casini, Fini. Quanti nel PD hanno riabilitato Craxi? Veltroni, Fassino, Penati. Come mai i migliori, Prodi e Renzi, o i meno peggio, Franceschini e la Bindi, sono tutti ex Dc o ex Margherita? Domanda Bonus: in quanti partiti ha già militato Rutelli? Non gli hanno detto che non gli danno un premio neanche se arriva a 10?

10 settembre 2010 -- 5 commenti

Carnavao Meravigliao

Fantastica, la VFNO di Milano, ieri sera. Un autentico carnevale della moda, e delle shampiste, un circo, un delirio, una roba incredibile. Se penso che 30 anni fa la gente a Milano non usciva la sera perchè aveva paura del terrorismo, inizio quasi a pensare che l’esperimento politico sociale di una Repubblica fondata su Colpo Grosso, come più o meno, e giustamente, la chiama Erik Gandini in Videocracy, non sia neppure così male. Maremma, va a finire che la storia assolverà Silvio.

10 settembre 2010 -- 2 commenti

Il Post: un ritardo incolmabile?

Leggo questo post di Massimo Russo. Via Dario Salvelli leggo che anche altri stanno per lanciare dei nuovi giornali web-only, Lettera43 e altri ancora. Purtroppo per loro, io penso che sia troppo tardi.

Troppo tardi, almeno, per lanciare un giornale generalista basato sul portare a casa traffico e utenti grazie all’indicizzazione dei contenuti su Google – e perchè, poi, voler fare un giornale del genere? Ma questa, pur interessante, è un’altra domanda. Troppo tardi perchè quando senti dire che l’Huffington Post è partito 5 anni fa e oggi fa 30 milioni di dollari di fatturato, la parte importante è: è partito 5 anni fa. Oggi, è troppo tardi. Esattamente come sarebbe troppo tardi per lanciare il network Blogo.

Il Post ce la farà? E’ possibile, ma di certo finora non sono riusciti a creare un giornale davvero diverso, ove diverso non vuol dire solo fatto con WordPress, low-cost e con un mix di articoli propri e cose scopiazzate, ma con il vero e forte coinvolgimento di una piccola e coesa comunità di lettori che commentino spesso e volentieri, e che siano anche ben felici di pagare per poter usufruire di servizi avanzati di comunità. Ove, però, per avanzati si intenda advanced e non left over ;-)

E lettera43? A me le dichiarazioni di break even a 80 milioni di pagine visualizzate ricordano in tutto e per tutto la New Economy. Già che ci sono, tanto vale che si scelgano un ranocchio come logo. Se dovessi puntare dei soldi su questo settore, e ne farei anche a meno, in tutta onestà, li metterei di sicuro sul piatto di Luca. Luca Lani, intendo, perchè Luca sa come ottenere traffico, e il suo progetto di informazione locale CityNews ha il merito di provare ad attaccare un settore poco coperto.

9 settembre 2010 -- 11 commenti

Nichi Vendola: gay, comunista e cattolico

Mi sono stufato di questi articoli di propaganda pro-Vendola. Adesso anche i giornali stranieri, e mi sembra una specie di nuovo pizza, spaghetti e mandolino. Gay: per quanto ne so io, non esiste nessuna correlazione, nè positiva nè negativa, fra essere gay e essere un bravo Presidente del Consiglio. Gli altri due, comunista e cattolico, per me sono due ottimi motivi per NON votarlo.

Mi dirai: ma Gesù Cristo fu il primo comunista della storia. Christos, in greco, vuol dire profeta, e dio solo sa quanti ce ne sono stati. Se non capisci che è tutto e solo una favola messa in piedi da chi ha voluto conquistare un potere temporale sulla base di un non meglio specificato messaggio spirituale, secondo me non hai gli strumenti per capire il mondo, e tanto meno per incidere su di esso.

Infine, gay e cattolico. Anzi, cattolicissimo. Ragazzo, se sei gay e cattolicissimo, secondo me hai qualche problema irrisolto. E dopo 10 anni di militanza blog anti-berlusconiana, lascia che te lo dica senza girarci intorno: in tutta onestà, se devo scegliere fra uno gay e cattolico oppure uno cattolico e puttaniere, io scelgo senza nessun dubbio il secondo, perchè mi sembra molto più coerente.

9 settembre 2010 -- 6 commenti

dizionario di milanese

E no, prima che tu dica: ecco un altro post “leghista”! Au contraire, mon ami: questo è un post pro-integrazione, per aiutare chi arriva a Milano da lontano a cercare un lavoro nella piccola grande mela italiana, specialmente un lavoro in campo web, pubblicità, moda, design e tutte quelle altre fighetterie assortite che sono il punto forte di questa città. Ma è utile anche se arrivi da Como, che saranno solo 50km, anche se un’ora di treno con le RF, Regie Ferrovie, ma uno che arriva da Como dopo una settimana potrebbe ben dire: ma dove cazzo sono finito? A Milano, amico mio.

Ma che lingua parlate, voi a Milano? E’ una bella domanda. Lunedì ho ritrovato una bozza di dizionario di milanese che ho scritto più di un anno fa. Vorrei provare a condividerne con voi l’abc, sperando che dalla lettera d in avanti mi vogliate dare una mano voi, come ai bei tempi…

dizionario di milanese — versione completa: dizionario di milanese

aperitivo: come disse un amico, a Trieste xe na roba che se beve, qui xe na roba che se mangia! Vedi anche sotto, Happy Hour, che, in effetti, aperitivo no xe inglese abbastanza, ciò…

assessment: il sesso non c’entra, che il sesso, a Milano, è una roba di cui si parla, non una roba che si fa. Un po’ come l’aperitivo, insomma. E ogni valutazione che non sai bene come fare, la chiami assessment, così è chiaro fin dal principio che non era una cosa tanto facile da fare…

automotive: nel linguaggio da aziendalista, il settore automobilistico. Bello, vero?

beauty, più spesso: “il beauty” (lombardismo): quello che in inglese vero si chiama: beauty case.

bookare: che prenotare fa schifo, non è abbastanza cool

brief: nel mondo anglosassone, brief sono anche quelle che una volta a Milano si chiamavano i mudand, le mutande. Ora, i maschi hanno tutti i boxer, e le donne il tanga. Nero, in modo che si veda sui pantaloni bianchi. E i brief, quei documenti che dovrebbero essere elaborati dai clienti per affidare un lavoro a un’agenzia, molto spesso, non sono nè corti nè concisi…

brunch: crasi di breakfast e lunch, negli USA inizia, la domenica, verso le 11 del mattino e continua fino a quando l’ultimo commensale non ha assunto la sua overdose mensile di zuccheri e grassi. A Milano, invece, inizia alle 13, e più che altro serve alle giovani coppie con figli che non hanno voglia di cucinare, tipicamente lei donna manager e lui figlio di papà fighetto con “le Bikke” a 40 anni…

chart: guardiamo le chart, che i grafici fanno veramente schifo e non servono a nulla.

check-up: i controlli, dal medico o dal dentista, a Milano non li fa più nessuno.

coffee-break: che le pause caffé, chiaramente, sono robe proletarie…

company: ormai orribilmente usato al posto di azienda. Tipo: nella nostra company

competitors: i competitors, con la “s” che non ci va, ovviamente, sono i tuoi concorrenti, se sei un’azienda, oppure i tuoi rivali (in amore).

confidente: queste parole sono le peggiori. In italiano, un “confidente” è una persona di cui ti fidi e a cui ti senti di fare delle confessioni di tipo intimo e personale. In inglese, confident vuol dire tutt’altro, ovvero fiducioso. Ma è pieno di pirla che non sanno l’inglese ma che sono un po’ come la mia insegnante di inglese delle scuole medie, che parlava inglese con accento veneto, e italiano con accento inglese, per darsi un tono, e che dicono: sono confidente che ce la faremo

curricula: tipicamente, usata dalle shampiste che vogliono far vedere che hanno studiato un po’ di latinorum. Ma non molto italiano, visto che in italiano le parole straniere vanno usate sempre e solo nella loro forma al singolare. Eccezione: solo quelle che non ne hanno una, tipo: “jeans”, oppure “mass media”. Già, anche dire che “la radio è un medium di massa” è un errore. E un orrore.

customer care: non so neanche più come si dice in italiano. Assistenza clienti? Ma vuoi mettere, quanto fa figo, o meno sfigato, poter dire che lavori nel cutomer care di un’azienda automotive?

Ora scusami: ho una deadline da rispettare, ma aspetto con ansia le vostre suggestioni

8 settembre 2010 -- 19 commenti

Bella parola, solidarietà

Ma nel tuo Comune e nelle scuole del tuo Comune hanno dichiarato un giorno di lutto, ‘nazionale’, come si dice, per il barbaro omicidio del Sindaco di Pollica Angelo Vassallo? Perchè no?

Bella parola, solidarietà.

Ma dove sono le manifestazioni in piazza dei musulmani moderati italiani, francesi, tedeschi etc contro l’Iran che vuole lapidare Sakineh Mohammadi Ashtiani? O ci si mobilita solo quando, per mancanza di senso dell’umorismo, si deve minacciare di morte chi raffiguri il profeta Maometto?

7 settembre 2010 -- 0 commenti

La “padania” l’ha creata il PD

Il Piemonte, una volta, era una regione chiaramente di sinistra e con un forte spirito risorgimentale. Oggi, Fassino vorrebbe che i torinesi applaudissero Schifani. Milano, negli anni ’80, era socialista. Il PSI non era di sinistra? Bene, ma neanche fare a gara a riabilitare Craxi come fanno quelli del PD, non pensi? Brescia e Padova sono da sempre state città con una forte impronta di sinistra. Fino a dieci anni fa. L’Emilia era rossa, e per quando quei decerebrati del loft del PD si accorgeranno che non è più così, mi sa che sarà verde anche la Romagna… Ovvero: Mission accomplished.

6 settembre 2010 -- 2 commenti