Lezioni di un fallimento

E’ da parecchio tempo che vorrei scrivere un breve post su Ennunci e su perchè è stato, per me, almeno, un completo e totale fallimento (Ennunci è vivo e vegeto, ma l’ho venduto circa 10 mesi fa).

Oggi ho trovato questo bel post sul fallimento di NewsTilt, e ho deciso che è arrivato il momento di scirvere qualcosa, anche se al volo e senza pensarci molto o cercare di fare la necessaria chiarezza.

Quindi, in ordine del tutto sparso: l’idea di un sito gratuito e che si sostitene con la pubblicità è una pessima idea, soprattutto per uno che arrivava da un sito tutto a pagamento e che faceva fior di soldi.

L’idea era inoltre pessima perchè non definita abbastanza bene – è un software per altri, quindi B2B, o un sito B2C, o un mix delle due cose, che è esattamente la posizione che è meglio non occupare?

Infine, l’idea era pessima sia perchè stavano buttandosi nel campo n altri concorrenti molte volte più grossi e forti e ricchi, sia perchè non avevo, personalmente, le competenze necessarie a vincere.

Andiamo avanti. Altro errore: se vuoi fare una cosa con dei soci, è mille volte meglio avere i soci vicini in modo da poter lavorare gomito a gomito, e non essere uno a Milano e gli altri a Roma.

Ancora: se sono dei soci, devono essere dei soci. Se iniziano a sottoporti dei contratti che ti fanno pensare anche solo per un secondo che vogliono fare la tua web agency, non sono dei soci.

Infine, ed estremamente importante: se sono o vorresti che fossero dei soci, è importantissimo che siano nello stesso momento della vita in cui sei tu, e non che siano imbrigliati da altre cose.

E la cosa più importante di tutte: se le cose non vanno bene, litigare e recriminare e poi sperare e sognare a occhi aperti non serve proprio a nulla. Molla tutto, e vattene un mese in vacanza!

(scritto in 6 minuti. Mi piace un sacco, nessun post dovrebbe prendere più tempo di 6 minuti :)

20 settembre 2010 -- 20 commenti

20 Commenti

  1. 1 guidone said at 12:19 on settembre 20th, 2010:

    Citando un collega irlandese: ti sei messo nella stessa situazione della gallina che chiede al porco di entrare nel business delle uova e pancetta…

  2. 2 Massimo said at 12:21 on settembre 20th, 2010:

    e io ero il porco…

  3. 3 Simone Brunozzi said at 13:07 on settembre 20th, 2010:

    Bel post, Massimo.
    Avrei anche io le mie due cosine da dire… Ti ricordi che avevamo parlato un po’ di Ennunci?
    Beh, se vuoi avere successo, ti serve un socio che ci capisca dal punto di vista tecnico. E infine: no, non puoi fare le cose con pochi soldi sperando che funzionino, o paragonare i servizi di un professionista serio a quelli di un programmatore di un paese del terzo mondo (a meno che non sia davvero in gamba). Nè sperare che puoi risparmiare tanto affidandoti in outsourcing a loro: è difficile riuscirci.

    Poi, ovvio, bisogna sempre evitare i venditori di fumo, soprattutto tra i professionisti ben pagati :)

  4. 4 Massimo said at 13:09 on settembre 20th, 2010:

    Ciao Simone, sì, serve un vero socio, meglio uno solo, e che sia forte tecnicamente. Concordo.

  5. 5 Alberto Mucignat said at 15:51 on settembre 20th, 2010:

    ti ci sono voluti 6 minuti a scriverlo, dopo averci rimurginato 2 anni ;-)

    comunque, “definire meglio il prodotto” o l’azienda o il business è una delle cose fondamentali (soprattutto il riuscire a circoscrivere cosa fai e cosa NON fai). certo ci vuole tempo, focus, impegno, etc. e ci vogliono compagni di viaggio più che motivati: appassionati.

    altrimenti, tanto vale andare da soli.

  6. 6 Massimo said at 16:14 on settembre 20th, 2010:

    altrimenti, tanto vale andare da soli. Oppure, fare altro :)

  7. 7 Giuseppe Mazza said at 08:50 on settembre 21st, 2010:

    Che dire, se non complimenti per l’onestà intellettuale…

  8. 8 Massimo said at 11:25 on settembre 21st, 2010:

    ma sai, una volta ammessa una cosa con sé stessi, il più è fatto :)

  9. 9 Dario Salvelli said at 14:05 on settembre 21st, 2010:

    Beh complimenti per il post secco anche se come dice Alberto ce ne hai messo di tempo. Ora tutti vogliamo sapere a quanto l’hai venduto Ennunci. :)

  10. 10 Massimo said at 14:15 on settembre 21st, 2010:

    sei zeri ;-)

  11. 11 Marlenek said at 14:26 on settembre 21st, 2010:

    Quoto Alberto e avrò anche una visione romantica, ma imho la passione è il motore delle cose di qualità.

  12. 12 erminio ottone said at 14:32 on settembre 21st, 2010:

    Sei zeri? sul serio oppure scherzi? oppure sei zeri letterali con nessuna cifra significativa davanti? Chi se l’è comprato?

    In ogni caso post interessante, peccato che i retroscena che ci sveli sono davvero limitati. Per dire: quante quote societarie ti sei riservato e come hai venivano compensati i soci (equity o contanti?), quanti erano, quanto è duratto il progetto, con quali competenze sia a livello tecnico che commerciale sei partito, come mai l’idea, l’infrastruttura software che avete utilizzato e molto molto altro. Ecco, questo sarebbe un bel post :)

  13. 13 Massimo said at 16:15 on settembre 21st, 2010:

    @Marlenek: ma hai/avete ragione, ovviamente! (mentre la mia era poco più di
    una strana infatuazione per craigslist e per il non-personaggio Craig Newmark)

    @Erminio: scherzo, ovviamente. Secondo te quanti zeri (che contano) ci sono? Per il resto: se ricordo bene eravamo 70% io 30% loro (due), e ricompensati solo con equity, il che è un primo errore, errore mio a proporre una cosa del genere ed errore loro ad accettare, o, ancor più, mio ad accettare di lavorare con chi accettava così poco. Il progetto è durato poco più di 1 anno 1/2, o due compresa la separazione. LAMP classico, idee certamente non abbastanza chiare da parte mia, competenze sistemistiche chiaramente deficitarie loro. Insomma, c’erano tutti gli elementi perchè finisse così :-/

  14. 14 lll said at 20:54 on settembre 26th, 2010:

    leggo questo blog da anni e mi sono sempre chiesta, ma uno cosi in gamba, perche ennunci? perche’ mai? :) sono contenta che l’hai venduto :)

  15. 15 Massimo said at 08:34 on settembre 27th, 2010:

    Ciao, e grazie. Vero, è stato un disastro. Ma già che ci siamo, ti chiedo: ma uno così in gamba, cosa dovrebbe fare? (che io davvero non lo so più)

  16. 16 lll said at 00:20 on settembre 28th, 2010:

    e’ che non so cosa fai ora, quindi magari stai gia facendo la cosa giusta. E a dare consigli sono un po’ scarsa. Pero’ una cosa la so: uno cosi in gamba non dovrebbe perdere tempo con progetti che non mirino a diventare molto grandi.

  17. 17 Massimo said at 08:00 on settembre 28th, 2010:

    Ciao, concordo sul fatto che il principale errore sia stato di mirare troppo in basso.

    Di fatto, adesso non sto facendo nulla. Se sto facendo qualcosa – ed è davvero
    un grosso se – sto cercando di cambiare campo e mollare internet.

  18. 18 lll said at 13:13 on settembre 28th, 2010:

    anche io lavoro con internet (e persino essendo dipendente, e lavorando in uno dei migliori posti per lavorare al mondo) ogni tanto ci ho pensato. Poi pero’, credo ci sia ancora molto da fare. Se proprio dovessi cambiare mondo, ti capisco (purche non sia per aprire l’ennesimo bed and breakfast :)

  19. 19 Massimo said at 14:29 on settembre 28th, 2010:

    uma pousada ;-)

  20. 20 lll said at 15:40 on settembre 28th, 2010:

    pousada is the new b&b :) In ogni caso, in bocca al lupo!


Inserisci un commento