Che schiava di Roma iddio la creò
Venti anni fa, prima di Tangentopoli, Milano amava riempirsi la bocca dicendo che avrebbe organizzato le Olimpiadi del 2000. Poi, Tangentopoli, appunto, e er Giubileo, e il Sindaco Gabriele Albertini che, giustamente, si lamenta di come i soldi vengano stanziati per Roma – e per un avvenimento di uno Stato estero, oltre che nemico, dico io – e non per Milano. Passano gli anni.
Milano invecchia. Cinque anni fa, Londra batte Parigi, Madrid, Mosca e New York e vince le Olimpiadi del 2012. Nel 2009, Rio de Janeiro batte Madrid, Tokio e Chicago e organizzerà le Olimpiadi del 2016. Per quelle del 2020, si candidano metà delle città della Penisola, in uno spettacolo veramente farsesco e deprimente. Ventinove mesi fa, Milano batte… Smirne o Izmir che dir si voglia.
Dopo 29 mesi in cui l’unica cosa che succede sono i litigi fra Comune, Provincia, Regione e Governo – tutti dello stesso colore, tranne la Provincia all’inizio, tra l’altro – adesso si scopre che forse non ci sono i soldi, e che forse non se ne fa nulla, che forse Izmir, questa città balneare turca, ci viene incontro e ci salva, per modo di dire, da una figuraccia oltre ogni immaginazione.
Ma come non ci sono i soldi? Cazzo, l’Expo dovrebbe costare in tutto 10-11 miliardi di Euro, ovvero una frazione di quanto hanno speso per quello del 2010 a Shanghai. A dare retta a quanto scrive Luca Ricolfi – e altri dicono di più – ogni anno 50 miliardi di Euro lasciano il Nord Italia a direzione Sud, e metà di questa cifra arriva dalla Lombardia. Non ci sono i soldi. Tu sai per chi voterò.

Lo sapevo che non dovevo darti il link a NFA :-)
Comunque c’è anche un’altra possibile spiegazione: i soldi ci sono, quello che manca è la capacità di Comune/Provincia/Regione/Stato (che come fai giustamente notare sono dello stesso colore) di gestire un evento del genere.
Tu sai per chi NON voterò :-)
Ciao Gio, mi fa piacere risentirti qui. Il punto è: io, da elettore, devo sapere:
di chi é la colpa di questo penoso stato di cose? E’ della Moratti? O di chi altro?
E, bada bene, non è assolutamente un caso che la colpa non sia mai di nessuno.
Da che questo Paese è questo Paese, le responsabilità sono sempre divise,
in modo che ciascuno possa dare la colpa della propria incapacità ad altri – e non va bene.
Mi verrebbe da dire che la colpa si riparte tra tutti quelli che ci governano (tra cui – abbondantemente – i figuri per cui voterai) a tutti i livelli (Comune, Provincia, Regione, Stato), però potrei sempre sbagliarmi. Potrebbe essere anche colpa dell’opposizione inesistente, o dei classici “poteri forti”, che complottano. Qualcuno a cui dare la colpa si trova sempre.
Se le responsabilità fossero divise in modo più chiaro – se ad esempio responsabile dell’Expo fosse un Presidente non dell’area metropolitana (che creeremo nel 2050) ma della Freistadt Mailand – Amburgo, per dire, è tuttora una città libera, e non sottoposta a nessun Lander – allora forse le cose sarebbero più semplici da capire, e forse più persone in gamba e meno cialtroni che la possono buttare sempre “in politica” (come “politics”, e mai come “policies”) e in insulti vari da circo verrebbero attirati da una carriera al servizio della cosa pubblica… E tutti, Lega compresa, è ovvio, starebbero più in campana e sarebbero più facilmente controllati dai cittadini e dai mass media.
Non capisco. I nomi dei principali responsabili sono palesi:
* Governo (PDL-Lega-etc.)
* Letizia Moratti (PDL, sindaco di Milano)
* Roberto Formigoni (PDL, governatore della Lombardia)
* Lucio Stanca (PDL, AD Expo 2010)
* Giuseppe Sala (uomo di fiducia della Moratti, AD Expo 2010)
O sarà colpa mia che vivo in Umbria, sono dipendente (tasse pagate al 100%) di un’azienda privata (nessun “privilegio”) e non ho votato per nessuno di costoro?
I processi mentali che si usano per giustificare le proprie scelte raramente sembrano seguire la logica. Boh…
Ciao Roberto, “se” ci sono i soldi per organizzare l’evento, la colpa è delle persone di cui sopra – anche se sarebbe bello poter dire chi fra tutti costoro è il più colpevole…
(per quello che serve, non ho votato nessuno di costoro neppure io, comunque)
p.s.
Peraltro, l’Umbria, pur leggermente “in debito” secondo Ricolfi – prende dallo Stato
qualcosa in più di quello che dà, come peraltro anche le tre regioni a statuto speciale
del Nord e la Liguria – di sicuro non dissangua nessuno :-)
Alcune delle motivazioni per cui l’Umbria prende (un po’) più di quello che dà sono di semplice individuazione:
* non si tratta di una regione “ricca” come altre del nord e del centro: il grosso del reddito in passato proveniva dall’agricoltura e si è man mano spostato nell’industria, anziché nel più redditizio terziario; ma ci ammaliamo come gli altri :-), anzi di più (vedi sotto)
* le principali industrie umbre (Perugina, Buitoni, Colussi, Thyssen Krupp ex ILVA, etc.) che costituivano il grosso del fatturato regionale, sono state rilevate e ora pagano le tasse altrove (tipicamente nella regione sede della multinazionale acquirente)
* le piccole dimensioni della regione (900.000 abitanti) aumentano la spesa pro capite per le spese strutturali (ad esempio i costi della Regione)
* la presenza di industrie grandi (come le acciaierie di Terni, 7-8.000 dipendenti + altre migliaia di indotto nei periodi di maggior fulgore) e piccole (migliaia di piccole officine meccaniche e simili) ha contribuito alla generazione di parecchi invalidi civili per lavoro (fra cui ci saranno pure diversi “portoghesi” ovviamente, ma per lo più si tratta di invalidità riscontrabili), il cui costo sociale (cure sanitarie e pensioni) pesa molto sulla spesa
Qui il costo sociale della corruzione mi sembra piuttosto basso rispetto ad altre realtà italiane, anche se non siamo a livelli di correttezza mitteleuropei…
Ciao Roberto,
la tua mi sembra un’analisi davvero molto ben fatta! Cose simili si possono dire, penso, anche della Liguria, e, come detto, nessuno fa nessuna colpa a queste due regioni per il solo fatto che prendono (poco) più di quello che versano. Quanto alla correttezza “mitteleuropea”, apprezzo l’ironia. Luca Ricolfi, piemontese, in effetti parla della Lombardia come della regione più virtuosa in assoluto, anche se secondo me è un po’ generoso nei confronti almeno di Milano, dove la correttezza mitteleuropea in buona parte se ne è andata con gli austriaci, anche se certo non siamo ai livelli borbonici di altri…
Per dire: se compro un gelato a Torino, a Verona o a Firenze – o a Como, Lecco, Bergamo etc, so che mi fanno lo scontrino fiscale. A Milano, 50-50…
Riguardo gli scontrini: non so nelle altre città, ma diciamo che a Bergamo non ci metterei la mano sul fuoco. Percentuale migliore che da altre parti, ma è pur sempre in Italia (o Padania, come va per la maggiore oggi), non in Finlandia.
Sono 20 anni che c’avete formigoni, le cose vanno malissimo, allora decidi di votare Lega che è della stessa coalizione di Formigoni, sei uno furbo.
1) 15 anni – dal 1995.
2) Le cose vanno malissimo? io sono contrario al blocco di potere di CL, e anche contrario a finanziare le strutture sanitarie private con denaro pubblico. Detto ciò, la sanità in Lombardia funziona bene.
3) Comunque sia, è certo mille volte meglio Formigoni della Moratti. O di Vendola.
4) Voglio o gli stessi poteri per Milano che ha Barcellona, o la secessione. Punto.
Credo che fondamentalmente il padrone di casa sia stanco di pagare il conto per gli altri (che sembrano dimostrare poco impegno ormai da troppo tempo – buono, ma non fesso).
Mi piacerebbe sapere due cose da Massimo:
- pensa che la Lega, con chi poi si vedrà, eventualmente, possa portare a casa un federalismo serio, che aiuti davvero il nord? come vorrebbe veder coniugato questo con le necessità del sud? ossia: se chiudiamo da un giorno all’altro i rubinetti finiscono come uno stato fallito africano, dobbiamo fregarcene, tentare di responsabilizzarli, che fare?
- cosa pensa dell’UE? Non tanto a livello “politico”, ma ad un livello più economico, di redistribuzione dei soldi?
Penso che i matrimoni non siano necessariamente la cosa migliore della vita, e che i divorzi non siano necessariamente una tragedia. Penso che quando sento Vendola parlare di “un nord lombrosianamente razzista che strangola il sud”, quel giorno sia ormai arrivato, e penso che sarà bene per tutti, anche per chi non sarà più strangolato al ritmo di 50 miliardi di Euro all’anno…
Le domande: non ho vere risposte. Forse si potrebbero tagliare i fondi un po’ alla volta, e/o, meglio ancora, tagliarli a chi li butta via e investire – magari proprio letteralmente investire, prestando i soldi a un tasso di interesse agevolato, tipo metà di quello ufficiale, a chi invece investe bene, che siano comuni, province, regioni – o magari anche privati cittadini, poco importa.
La UE? Per quello che ne so, ci sono molti fondi comunitari destinati al Sud – e anche al Nord – che non vengono mai richiesti, perchè per averli bisogna presentare un piano almeno verosimile, e dopo l’investimento far sapere a chi ti ha dato i soldi cosa ne hai fatto e se vi sono stati dei ritorni positivi di qualche tipo, e sembra che tutto ciò sia troppo uno sbattimento…
Temo che il taglio graduale di fondi, aiutando chi cerca davvero di migliorare la situazione, non avverrà mai. Più in generale credo non ci sarà mai un reale miglioramento della situazione nel sud Italia (“mai” almeno in tempi che mi sarà consentito vedere) e nemmeno nel nord.
Servirebbe da parte del governo una strategia, avendo come unico interesse quello della competitività e della stabilità del paese sul lungo periodo, e non mi sembra di averla vista nei governi della seconda repubblica.
Per fare un buon investimento dei proprii soldi investiti nelle tasse (sono un investimento nel paese in cui si risiede? O no?) bisognerebbe andare all’estero, evitando di finanziare blocchi di potere confessionali o regioni che fanno centinaia di milioni di debito per pagare a peso d’oro decine di funzionari inutili, ma amici di…
Insomma:
I moderati del Nord hanno bisogno dei camorristi del Sud per opprimere i partiti democratici del Nord, i camorristi del Sud hanno bisogno dei moderati del Nord per opprimere le plebi del Sud
- Gaetano Salvemini
Quando parli di estero, è esattamente quello che penso io: che ritorno sull’investimento avremmo potuto avere, negli ultimi 20 anni, se avessimo investito metà di quanto speso (non investito) al Sud in Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia etc? O, oggi, investendo in Brasile o Turchia?
Ormai va di moda dire che “fare beneficenza in Africa non serve all’Africa”. Neppure mandare vagoni di soldi al Sud, spesso spesi con finanziamenti a pioggia agli amici degli amici, rendendo, tra l’altro, la vita più difficile agli imprenditori onesti del Sud e più in generale alle persone per bene del Sud.
Forse, passati i tempi della Cassa (senza fondo) del Mezzogiorno, è arrivato il tempo di una “Banca del Nord” (o altro nome) che presti soldi a chi li merita, e che abbia dei rating trasparenti e pubblici, “alla eBay”, di amministratori locali e imprenditori locali più o meno affidabili e di successo.
Ma succederà? Dubito :-(