distopie di carta
Ti ricordi di coloro che, anni fa, ci mettevano in guardia riguardo al possibile rischio di un sistema di informazione digitale in cui ognuno di noi si sarebbe scelto solo l’informazione che voleva, e il punto di vista che preferiva, e avrebbe iniziato a vivere in un mondo in cui pensava che tutti la pensassero come lui, o forse addirittura che dovessero per forza pensarla come lui?
Ecco, quel mondo era di carta. Benvenuto a La Repubblica. O Il Giornale. O La Padania.
25 agosto 2010 -- 7 commenti

Di carta, e senza link verso l’esterno, e senza commenti di chi la pensa in modo diverso.
cioè tu sei sicuro che l’informazione sul web sia migliore del’informazione sulla carta? e beato te.
la contrapposizione fra carta e web la trovo una delle cose più puerili, inutili e fuorvianti del XXI secolo.
l’informazione è fatta da persone, che cercano le notizie e le offrono al pubblico. per offrirle possono scegliere svariati strumenti: la carta, la radio, la tv, il web o i segnali di fumo. sicché la qualità dell’informazione non dipende dal mezzo, ma dalla serietà, competenza, correttezza di colui che di quel mezzo si serve.
vuoi che ti faccia l’elenco di tutti i siti, blog, giornali on line, contenitori, forum, social network e eggregazioni varie nella rete autoproclamatesi fonti di notizie che se domani chiudessero non ci sarebbe da versare neppure una lacrima? lasciamo perdere.
va da se che lo stesso discorso vale per i quitidiani tradizionali.
sicché si potrebbe anche smetterla una buona volta con sti toni da crociata, e capire che più canali informativi ci sono – di varia natura e forma – e meglio è. si tratta di una ricchezza, ok?
io i giornali di carta li compro e li leggo perché mi offrono un servizio che non è possibile trovare da nessuna parte nella rete. così come nella rete è si trovano approfondimenti, notizie e aggiornamenti che i giornali cartacei non possono offrire. dov’è il problema? perché mai dovrei scegliere fra gli uni e gli altri?
spero che un giorno questo infantilismo rattuso internettiamo del ce-l’ho-più-luingo-io ci sparisca dal web, e si possa finalmente andare oltre.
>cioè tu sei sicuro che l’informazione sul web sia migliore del’informazione sulla carta?
dico solo che per avere due punti di vista diversi, troppo spesso – diciamo pure quasi sempre – devi comprare 2 giornali, mentre la cosa non è vera, spesso, quando hai a che fare con un blog o dei blog, dove le persone non sono pagate per avere una opinione e una sola – a meno che si parli delle meraviglie del “webduepuntozero” – e difendere un punto di vista e uno solo, e dove comunque ci sono i commenti, che sono utili, almeno quando sono pochi, o non troppi (mentre sul blog di Grillo o sui siti web dei quotidiani dove ce ne sono a centinaia, non sono più utili, purtroppo).
dici anche…
>io i giornali di carta li compro e li leggo perché mi offrono un servizio che non è possibile trovare da nessuna parte nella rete.
io, onestamente, quel “servizio che non posso trovare da nessuna parte” faccio un po’ fatica a capirlo, se le notizie di quel giornale sono disponibili anche sul web, a meno che si stia parlando della “portabilità” della carta, che è comoda e leggera, ci si può scarabocchiare sopra, strappare, e poi usare per buttarci dentro la gomma da masticare, metterci il fritto misto, accartocciare e mettere dentro nelle scarpe bagnate etc. :-)
Quanto, infine, alla guerra fra web e giornali, a me sembra che siano questi ultimi a fare la guerra al web – vedi il link nel post di ieri.
per avere punti di vista diversi devo comprare molti giornali, così come devo leggere molti blog, non vedo la differenza.
i commenti nei blog sono in media di una povertà disarmante, e i bloggers sono in media incapaci di autocritica, né sanno rispondere in modo onesto, corretto e sincero a chi li critica.
e poi quali sono i blog che danno notizie? che danno tutte le notizie?
la combinazione di notizie, approfondimenti ed editoriali che offrono i maggiori quotidiani non la si trova in nessun blog o sito web, non esiste nessun sito che abbia in questo senso la stessa autorevolezza che hanno i maggiori quotidiani.
e poi certo, bersi il latte macchiato sfogliando il giornale è una soddisfazione che nessun blogger sa darmi..
la guerra ve la fate a vicenda. scusa ma chi è che ha scritto che bisogna distruggere i giornali?
Nessun blog dà “tutte le notizie”. Per quello, fra una pubblicità di Macy’s e l’altra, c’è il NY Times (“all the news that’s fit to print”).
Ma per i punti di vista diversi, scelgo mille volte i blog. I commenti, qui, sono ottimi. Come lo sono da Mantellini. O su ilpost.it, ad es.
Certo, latte macchiato e giornale – o anche giornale in vasca da bagno – è una cosa che non si può fare neppure con l’iPad, concordo :)
p.s.
certo, ho scritto che bisogna distruggere i giornali! Perchè se si vuole che i giornali sopravvivano, bisogna distruggere il web, e allora fanculo, molto meglio distruggere i giornali!
secondo me il tuo amico baekdal non c’ha capito un cazzo, né del giornalismo, né del web.
cmq fa lo stesso, tanto è inutile cercar di ragionare con chi passa il tempo a guardarsi allo specchio.