markettari, geek/nerd e umanisti
Lo scorso giro, 1999-2000, è stato il trionfo delle balle dei markettari. Banner per tutti, i-commers per tutti etc. Dieci anni dopo, dei geek/nerd iPhone-dotati che hanno convinto chi fa fusilli che senza twitter non si vive. Mi chiedo: arriverà il tempo degli umanisti?
4 agosto 2010 -- 5 commenti

Gli umanisti sono tutti quelli, e ce ne sono a iosa, che fanno siti pensando agli utenti, scrivono guide su come fare la tal cosa meglio, producono software e servizi che risolvono problemi.
Il punto è che i markettari sono più chiassosi, ed è più divertente prenderli di mira. :)
Ciao Federico,
secondo me quelli che appartengono alle due categorie delle due bolle (1999-2000 e 2009-2010) sono, soprattutto, più dannosi :-(
Se 10 anni fa si diceva che “un iscritto alla tua newsletter vale 200 euro”, e oggi la stessa cosa per i fan su FB o i follower su Twitter, il risultato sarà che la bolla scoppierà e Internet tornerà a essere considerata una roba per ggiovani, per amanti dei computer e via dicendo…
erano partiti benissimo gli umanisti — pensa a ted nelson ;) — ma poi…
Ted Nelson? Non mi dice nulla, sorry. Mi racconti? :)
ah scoperta adesso un’introduzione piuttosto autorevole ;) — Tim Berners-Lee, nientemeno, si è preso la briga di scrivere un breve profilo di Nelson nel 99… vedi qui http://ted.hyperland.com/ (e comunque, Nelson in una riga :) — direi pioniere “umanista” di Internet, spesso indicato come “padre” del concetto di ipertesto)