Quanto spendi di gas?
Rispetto all’anno scorso, a2a ha raddoppiato la quota fissa per la fornitura del servizio. Ora è di 61,66 Euro all’anno, ovvero sicuramente più di quello che spende in consumo il 90% delle famiglie che usano il gas solo per cucinare. D’altronde, a2a è una società senza nessun senso e nessuna logica, è solo un mostro nato dalla fusione delle aziende municipalizzate del gas di Milano e Brescia con il solo scopo di andare in Borsa e far diventare milionario con le stock option qualche “manager” con tessera di partito. Ma siamo in Italia: senza stampa libera e senza opinione pubblica, tutto è lecito.
5 luglio 2010 -- 10 commenti

Mi hai incuriosito Max e così sono andato a controllare… Io spendo circa 300 euro all’anno… non uso quasi mai il gas x cucinare, ma x il riscaldamento si… e penso che come me facciano un bel pò di famigliole! In questo periodo Edison sta spingendo parecchio con l’adv e così ho provato a darci un’occhiata… ma possibile mai che si aspettino che uno cambi così, a scatola chiusa, senza nemmeno aver modo di confrontare l’offerta??? Tanta pubblicità x nulla imho… quindi x ora mi tengo a2a.
spero sia un commento vero e non “conversation marketing” da parte di a2a. Certo che il sospetto è forte…
la tua osservazione può anche essere corretta, ma hai probabilmente sbagliato “bersaglio”: se sei nel servizio di tutela, il prezzo del gas (e quindi anche le quote fisse) non le stabilisce a2a ma l’autorità per l’energia elettrica ed il gas.
Quella che ti viene applicata, infatti, è la tariffa stabilita trimestralmente dall’Autorità per l’Energia.
Per maggiori informazioni:
http://www.autorita.energia.it/it/consumatori/costi_gas.htm
che “liberalizzazione” è se il prezzo è sempre uguale? Misteri dell’Italia…
@Massimo: Leggi Nòva la prossima settimana e capirai :p
che giorno esce? :)
@ Massimo: con la liberalizzazione del mercato elettrico (1° luglio 2007) si è voluto evitare quello che è successo, all’inizio, nella telefonia, con attivazioni, spese e cambi piano non richiesti dal cliente: l’Autorità per l’energia ha quindi cercato uan liberalizzazione “graduale”.
Oggi esistono due mercati, nel gas come nell’elettricità: il mercato libero e il mercato “di tutela”.
Nel mercato libero il prezzo e le condizioni di fornitura sono stabilite liberamente dal venditore; nel mercato di tutela i prezzi sono determinati dall’Autorità per l’Energia e non possono essere modificati dal venditore.
Sta al cliente scegliere se restare nel mercato di tutela o passare (a suo rischio e pericolo) al mercato libero.
Più che prendertela con i venditori, quindi, dovresti prendertela con l’Autorità per l’Energia, mi pare…
Ciao Alessio, e grazie per la spiegazione. Onestamente, non so neppure se sono nel mercato libero o di tutela. Dovrei informarmi meglio, in effetti. Però che i costi fissi siano raddoppiati lo so dalla viva voce del servizio clienti a2a. Poi magari non hanno fatto nulla di strano, ma a2a a me sembra come Parmalat, nel senso che non capisco che senso abbia mettere insieme le ex municipalizzate del gas di Milano e Brescia (e Bergamo che è in mezzo, no?), e quindi tendo sempre a pensare che ci sia del losco, nella forma di “manager” con tessera di partito con stock option e milioni facili da fare…
Esce la prossima settimana Massimo, di Giovedì.
thanks :)