Pagine Gialle e Pagine Bianche

Che rivoluzione, Internet! Il più importante sito al mondo sono le più grandi pagine gialle della storia (Google). Il secondo più importante, le più grandi pagine bianche (Facebook). Potere ai consumatori! Entrambi hanno molte più informazioni sui propri utenti e iscritti di quanti il KGB abbia mai potuto anche solo sperare di poter avere sui propri sudditi.

Gli unici altri due siti degni di nota sono un sito pieno di video messi online in modo illegale (YouTube) e una enciclopedia raffazzonata e scopiazzata a più mani (Wikipedia). Ah, e poi c’è il “web2.0″, qualunque cosa sia, e le tagcloud, che ormai sono presenti anche sui siti delle Poste e delle FS. Non c’è che dire, è proprio una grande rivoluzione…

23 giugno 2010 -- 4 commenti

Albertini chi?

Ma questo non è lo stesso Gabriele Albertini sindaco di Milano dal 1997 al 2006, negli anni dei nuovi jumbo tram che perdono pezzi e contro i quali si era scagliato Dario Fo nel 2006? O è forse l’Albertini ex centrocampista del Milan?

E’ un vero peccato, che in questo Paese non esistano nè un’opinione pubblica, nè giornalisti. Come noto, è pieno solo di scriba pronti a scrivere a comando, e nessuno che faccia notare mai al potere i propri errori e le proprie incongruenze.

21 giugno 2010 -- 1 commento

Come siamo messi (Bersani)

Bersani non ha studiato neppure il bigino di Internet: Google, la banda larga, l’iPhone, l’iPod, l’iPad… uffa, che casino, sto ambaradan! Prova ad arrampicarsi sui vetri e viene – giustamente – sbeffeggiato da un giornale nuovo, nato lo scorso anno ma la cui presenza online si esaurisce in un blog su un dominio di terzo livello gestito da Il Cannocchiale.

20 giugno 2010 -- 6 commenti

Niu Economi, parte seconda

Se ancora ti chiedi cosa vuol dire “web2.0″, la risposta è davvero semplice. Prendi Starbucks, il McDonald’s del caffé. Valore di Borsa: 20 miliardi di dollari. Valore dei propri 7.7 milioni di fan su Facebook: 1800 miliardi di dollari. E’ divertente leggere come sono arrivati a quella cifra…

Dieci e più anni fa, avere un iscritto alla propria newsletter del cazzo valeva (a parole) centinaia di dollari. Oggi lo stesso (a parole) è vero per un fan su Facebook o un follower su Twitter. Ridicolo. Per dei numeri più sani, vedi il post di Luca, l’unico blogger italiano che leggo regolarmente, ormai…

16 giugno 2010 -- 9 commenti

La Twitter Revolution che non fu

A un anno dai moti di piazza di Tehran, finalmente qualcuno ha il coraggio di dirlo: la Twitter Revolution iraniana fu un falso storico.

But it is time to get Twitter’s role in the events in Iran right. Simply put: There was no Twitter Revolution inside Iran. As Mehdi Yahyanejad, the manager of “Balatarin,” one of the Internet’s most popular Farsi-language websites, told the Washington Post last June, Twitter’s impact inside Iran is nil. “Here [in the United States], there is lots of buzz,” he said. “But once you look, you see most of it are Americans tweeting among themselves.”

E’ nuova, questa cosa delle cosiddette avanguardie in campo tecnologico che parlano addosso solo fra di loro, vero?

Una balla, un colossale abbaglio di quelli che si prendono volentieri, quando si vuole vedere il futuro a ogni costo.

Western journalists who couldn’t reach — or didn’t bother reaching? — people on the ground in Iran simply scrolled through the English-language tweets posted with tag #iranelection. Through it all, no one seemed to wonder why people trying to coordinate protests in Iran would be writing in any language other than Farsi.

PR geniali e giornalisti un po’ pirla. Il risultato: pubblicità gratis per Twitter e basta. Leggi tutto l’articolo su Foreign Policy.

15 giugno 2010 -- 3 commenti

Google now like Bing

It’s a “decision engine”. You can decide if you want flowers or sailing boats or mountains as the backdrop to your Google search engine decision engine homepage. Say: “wow” ;-)

10 giugno 2010 -- 0 commenti

La fine di un’era

Stamattina, la homepage di Google era questo scempio. Tristezza.
Sembra Bing. Il che vuol dire che è ora di passare a DuckDuckGo.

10 giugno 2010 -- 7 commenti

who would have thought

Paying customers to use your search engine is not a viable business model. After a full two years, even Microsoft understood it, and they are now shutting down cashback.

7 giugno 2010 -- 1 commento

10 anni di niu economi

A volte mi chiedo: ma se invece di fare la niu economi mi fossi messo a vendere i gelati o le birre senza licenza al Parco Sempione, non sarei messo molto meglio, adesso?

And that, I think, was the handle – that sense of inevitable victory over the forces of old and evil. Not in any mean or military sense; we didn’t need that. Our energy would simply prevail. We had all the momentum; we were riding the crest of a high and beautiful wave. So now, less than five years later, you can go up on a steep hill in Las Vegas and look west, and with the right kind of eyes you can almost see the high-water mark – that place where the wave finally broke and rolled back.

- From: Fear and Loathing in Las Vegas

4 giugno 2010 -- 4 commenti

1500 Euro: computer

Leggendo la mini rivista di una organizzazione di aiuto ai Paesi poveri (coopi.org) mi è caduto l’occhio su “cosa puoi fare con”… 20 Euro, 50 Euro… 75 Euro. Con 1.500 Euro, pare che tu possa finanziare un computer. Interessante: io uso un rottame comprato su eBay a 300 Euro due anni fa, e per Haiti serve assolutamente un Mac nuovo da 17″…

3 giugno 2010 -- 6 commenti