Quasi quasi mi abbono ;-)
Se mi fanno sentire il rumore delle pagine quando sfoglio il giornale digitale, mi abbono. D’altronde, sono solo 15 euro al mese per avere ciò che posso avere sul web gratis, con in meno il filtro che mi viene da Google News o dai blog che linkano ai singoli articoli.
Anni fa, qualcuno diceva che il valore su Internet e, più in generale, in questo mondo iper specialistico e con infiniti campi di sapere, non è dato dal sapere tutto, ma dal sapere cercare, puntare a, trovare e poi capire le informazioni che ci possono servire.
Sarà un caso, ma chi ha provato a creare dei siti in cui fosse presente tutto, da AOL in poi, ha fallito, mentre è andata abbastanza bene una certa società che puntava solo verso siti esterni che potevano corrispondere a ciò che stavamo cercando…
Ed eccoli, i giornali elettronici, il quotidiano digitale, come dice Repubblica. Invece di aprire il giornale per davvero con dei commenti intelligenti – basta usare un sistema serio di commenti e far pagare chi vuole commentare! – a cui rispondano anche gli stessi giornalisti, con link ai blog che riprendono i propri articoli, con link alle proprie fonti, con link ad altri e anche opposti punti di vista su altri giornali, fanno un bel giornale di carta, ma sullo schermo del computer, così che non te lo puoi portare al cesso, su cui non puoi scarabocchiare nulla, e che non serve quando ti si allaga la cucina. Bravi!

gli hai dato delle buone idee, peccato che loro puntano ad un pubblico che usa Word al posto della macchina da scrivere ed Excel come un foglio di carta, fanno le somme con la calcolatrice e poi mettono il totale nella cella in fondo.
Per cui va bene così… commenti, link, blog, roba da smanettoni; meglio un bel giornale che puoi leggere facendo finta di lavorare.
Azzo, i commenti a pagamento sarebbero un’idea geniale!! Ma come consiglio è sprecato, sono perle ai porci…