definizione di “editore” (sul web)

- chi pubblica articoli, editoriali, inchieste e reportage di qualità (o anche no) ma non ha ancora trovato un modo migliore di farli rendere rispetto a metterci sopra della pubblicità. Nel caso degli editori tradizionali e/o di qualità, la cosa è pienamente comprensibile, visto che la pubblicità non è il loro campo. Nel caso dei nuovi che nascono per guadagnare con la pubblicità sul web, la cosa è molto meno comprensibile, anche se comunque più comprensibile dell’idea stessa di voler lanciare un altro prodotto editoriale top-down supportato dalla pubblicità…

- chi non è in grado di vendere pubblicità o servizi come si deve sul web, e quindi preferisce dire di essere un editore – addirittura Microsoft si definisce un editore! – e/o accusare Google di ogni nefandezza – vero, Murdoch? – e addirittura di essere ciò che chiaramente non è, ovvero un editore. Basta raccontarsi balle: la verità è che oggi essere un editore non è un buon business, mentre vendere pubblicità o servizi sì. Cari editori, è ora che vi decidiate: preferite vantarvi di essere nel giusto (almeno secondo i vostri canoni) ma perdenti, o provare a vincere?

Soprattutto, non sarebbe il caso di smettere di prendersela con Google – che tanto c’è e non se ne va – e di provare a guardare a cosa c’è che non va in casa vostra, a iniziare da queste interviste al presidente della vostra associazione degli editori che poi pubblicate sui vostri giornali, o al ridicolo e patetico sito dell’associazione stessa, Fedoweb, un sito certo molto web2.0 e con tanto di ridicola e falsa tagcloud – la mia è falsa di proposito e per prendere in giro queste cazzate, ma almeno ha i link! – ma nel quale vi siete dimenticati addirittura di mettere i title…

22 marzo 2010 -- 0 commenti


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