to Grillo or not to Grillo ?

Non so quali siano stati i motivi che hanno spinto Beppe Grillo ad autocandidarsi per la segreteria del PD: interesse autentico, voglia di provocare, voglia di farsi pubblicità, noia o altro. Ma sono contento che l’abbia fatto, se non altro perchè ha messo a nudo la pochezza dei dirigenti del PD che, spaventati, si sono subito rifugiati dietro norme burocratiche degne del PCUS per scongiurare una eventuale discesa in campo del comico genovese.

Tanto per essere chiari: in Italia un Obama – anche bianco, italianissimo, magari pure biondo e che gioca a calcio – non solo non avrebbe mai vinto contro Berlusconi, ma non l’avrebbero mai neppure lasciato candidarsi a sinistra. Grillo è un comico, poi? Non fa più ridere Mastella? O Berlusconi? O tutti – da poco anche Bondi – i leader della destra pro family day e con almeno due famiglie a testa? O la stessa, patetica sinistra?

“Grillo è bravo a fare la satira”, dicono – l’ultimo in ordine di tempo, pure Ciampi, “ma la politica è un’altra cosa”. Ah, sì. Ah, la politica in Italia, che roba alta e pura che è. Cos’è, la politica in Italia? In Italia abbiamo una sola parola, politica, appunto, dove in inglese ne hanno due: politics e policy (le politiche). Da noi, in effetti, delle politiche frega poco o nulla: l’unica cosa che conta è andare in tivù a fare i tronisti al Grande Fratello della politica.

E riguardo alle politiche, invece, mi sembra di poter dire senza grandi problemi che di idee e proposte, su energia solare, riciclaggio dei rifiuti, risparmio energetico, wifi, biciclette e contro i parcheggi che generano traffico, ne ha di più e migliori Grillo rispetto a qualunque altro candidato di destra o di sinistra. Grillo, in effetti, non dovrebbe fare il segretario di partito. Grillo in Italia dovrebbe fare il Ministro dell’Innovazione e dell’Ambiente.

Ma vallo a spiegare a quei capoccia del PD…

16 luglio 2009 -- 0 commenti


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