faces of the dead and detained
Confesso di avere un debole per The Guardian. Iran: faces of the dead and detained.
Confesso di avere un debole per The Guardian. Iran: faces of the dead and detained.
Alla fine del secondo paragrafo di questo lungo e interessante articolo, Shirky dice
It makes increasingly less sense even to talk about a publishing industry, because the core problem publishing solves – the incredible difficulty, complexity, and expense of making something available to the public – has stopped being a problem.
Beh, dipende. Se vogliono provare ad avere davvero a che fare col web e con le sue regole, con i blog, con i link alle fonti, con il riconoscere il lavoro altrui, con l’aprirsi alla propria comunità di lettori, con tutta questa roba che li terrorizza – e con la pubblicità venduta in modo intelligente, che certo sui grandi numeri non puoi competere coi portali o con MySpace, in effetti la parte tecnologica del web, per quanto non banalissima, non è, oggi, neppure incredibilmente complicata. E’ sicuramente maggiore lo sforzo mentale, di apertura, di adattamento, di voler provare a sperimentare senza paura.
Altrimenti, puoi sempre vendere attraverso il Kindle, solo che qui il problema della stampa, per così dire, c’è davvero, e infatti Amazon sarà così gentile da riconoscerti 30 centesimi per ogni dollaro, come pare sia stato proposto al Dallas Morning News. In altre parole, o affronti senza paura il web e il suo spirito anarchico, direi quasi open source, e accetti che i tuoi lettori non siano più solo lettori, e certo non siano più solo tuoi, e ti butti davvero in questa nuova avventura, oppure sei libero di diventare un content provider per Amazon che ti stringerà per le palle per bene, altro che Google. Buona scelta.
E’ molto bello pensare che basti cambiare il fuso orario dal quale postiamo per battere il regime clerico-fascista iraniano e farlo cadere. Purtroppo, o siamo disposti a bombardare pesantemente i centri del potere politico iraniano, tramare con gli ufficiali contrari al regime e mandare commando per rovesciarlo, oppure mi sa che purtroppo finirà ancora una volta così.
dov’è Fon adesso? Martin, questa è un’occasione da non perdere: il medievale governo italiano dice che ai terremotati in Abruzzo “internet non serve”. Come Ahmadinejad.
Qui bisognerebbe davvero fare qualcosa, anche se non so cosa e come…
Una volta, voleva dire: riassumere in un prodotto finito (nel senso di completo), il giornale appunto, tutte le notizie che gli utenti non avrebbero potuto nè avere nè filtrare da soli, e che valeva la pena di dare. Oggi, che notizie ce ne sono fin troppe, e a un clic di distanza – e sul web, che è fatto di link – cosa può voler dire filtrare le notizie se non dare link a cosa esterne al giornale e che vale la pena di leggere? E quanti giornali lo fanno? Ah, ecco, mi sembrava.
è il socialismo. Adsense, le auto ecologiche e il socialismo. O così almeno dice Wired.

Trovo che sia curioso che i giornali, che negli ultimi 5 anni sul web hanno fatto solo della gran SEO, si lamentino adesso di come Google rubi il loro lavoro e le loro notizie…
Forse sono troppo duro. Forse in effetti ci sono stati degli altri miglioramenti: vedi qui ;-)
forse è davvero una rivoluzione. Leggo questa intervista a Clay Shirky e, francamente, non mi capacito. Continua a dire che è complesso, che non lo sa, che non è sicuro. Ma non sei tu l’esperto? Ci vuole tanto a spiegarci perchè Twitter è meno controllabile di, che so, Blogger? E a dirci se possiamo fare qualcosa anche noi…
L’unica cosa intelligente che dice è alla fine…
But whatever happens from here, the dissidents have seen that large numbers of American people, supposedly part of “the great Satan,” are actually supporters. Someone tweeted from Tehran today that “the American media may not care, but the American people do.” That’s a sea-change.
La Stefanenko era meglio di Ahmadinejad. Non te lo ricordi? Sei giovane :) [link]
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