La sensazione è quasi che, dietro l’interfaccia di un motore di ricerca, Bing sia un portale in cui ti fanno vedere i risultati dei loro partner, ad esempio in shopping o travel. Ma non è detto che non sia utile, o più semplice da usare per l’utente medio. Da tenere d’occhio, direi.
Francamente, mi sembra più un post da Guia che da Selvaggia, no? Concordo: Milano è una città di merda – e, d’estate, incredibilmente di merda – direi la città più brutta, più sporca, più calda e meno vivibile che ho visto in Europa. Ma iniziare col dare la colpa alle modelle mi sembra sbagliato. Il problema, al limite, sono le legioni di milanesi che fanno finta di essere delle modelle, e che pensano che fare la modella voglia dire fare la figa di legno snob e con la puzza sotto il naso, dalle teenager rincoglionite alle cinquantenni rincoglionite. Le modelle, almeno quelle che arrivano dal Nord Europa, sono le ragazze più alla mano che ci sono in giro in questa città.
Un amico mi chiede di usare la mia popolarità di ex blogstar per cercare di arrivare a capire – famo del crowd-sourcing, dai – cosa vuol dire la seguente frase:
”Chi conosce i riti massonici sa a cosa servono queste ragazzine”.
Any clue?
Aggiungi il tuo blog alla lunga lista di giornali europei che chiedono a Berlusconi di rispondere alle ormai famose (ma non per chi guarda solo i tiggì) 10 domande di Repubblica. Non sarebbe male se Repubblica potesse in qualche modo far vedere tutti i blog che sostengono questa campagna.
Quindi, il nuovo (o rebrandizzato?) motore di ricerca di Microsoft si chiamerà Bing. E verranno spesi 80 milioni di dollari in pubblicità per lanciarlo. Bing o binge? ;-)
Anzi: come funziona, innanzitutto? Hanno loro reporter in giro per il mondo, o in larga parte comprano anche loro le notizie? Da chi? Da Reuters? Da France Presse? E quanto costa per un giornale ricevere e poter usare le notizie nude e crude di Ansa? E che percentuale degli articoli dei giornali cartacei è poco più che una riscrittura dei lanci di Ansa? Non sarebbe molto meglio concentrarsi sugli opinionisti e sul giornalismo investigativo, piuttosto che sulle notizie, che tanto ora che sono stampate le notizie tanto nuove non sono più? Siamo davvero sicuri che non ci sia nessun futuro per un giornale di carta di questo tipo? – dai che esco e vado a comprarlo…
Grande pezzo di giornalismo anche sull’Huffington Post – chi è il Presidente più bello?. Mi sembra chiaro che il futuro dei giornali non può che essere anche un po’ come il caro, vecchio Clarence.
Mi sa che oggi mi tocca andare al wordcamp, che questo post di Gaspar è interessante.
Gianluca – o Alessio, forse – intanto, ha scatenato un flame su Friendfeed, ma secondo me i blogger con la testa non pensano più che spazzeranno via il giornalismo, ma, piuttosto, che il giornalismo rischia di essere spazzato via, e non certo per la concorrenza dei blog, ma a causa di problemi economici. E, pur non risparmiando critiche anche salutari ai giornali, spero che i blogger di cui sopra (con la testa) siano preoccupati della cosa, più che contenti.
Certo, il confronto andrebbe fatto con l’Huffington Post, non certo con boingboing, e certo, i numeri dei dipendenti – totali, non solo web, immagino – dei giornali italiani vanno presi un po’ con le pinze. Ma è interessante notare che l’Huffington Post ha numeri simili a quelli di Google, e molto lontani invece da quelli dei giornali – anche nel caso in cui volessimo aggiungere le copie cartacee vendute (o anche solo lette) ogni giorno ai visitatori giornalieri dei loro siti.
Non sono molto simili, queste due espressioni? Parole nuove per cose vecchie.
c’è una tagcloud anche sul sito delle FS. Secondo me, abbiamo (finalmente!) saltato lo squalo…

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