Not funny
Quelli di The Onion otto anni fa – 17 gennaio 2001 – ci avevano azzeccato in pieno:
Bush: ‘Our Long National Nightmare Of Peace And Prosperity Is Finally Over’.
Quelli di The Onion otto anni fa – 17 gennaio 2001 – ci avevano azzeccato in pieno:
Bush: ‘Our Long National Nightmare Of Peace And Prosperity Is Finally Over’.
There are no such things as “social networks”. There’s Facebook.
When was the last time you logged in to Friendster, Bebo or Orkut?
And what is “social media”? Is it what social networks become once
you have to try to monetize them by sticking ads all over the place?
Mi sono iscritto a GazzaSpace, la comunità di tipo sovietico – un kolchoz? – di Gazzetta.it. Mi chiedono l’email, la data di nascita (1937) e la provincia in cui vivo (AL), che, immagino, mi vorranno mandare porcherie (email marketing!). Mi chiedono uno username E un nickname. Faccio login e mi accolgono così: Ciao user_1832627. Cos’è, il numero della mia tessera del PCUS?
C’è chi vuole spendere 100 milioni di euro per Kakà. Lei, la prego, ne spenda 27 per liquidare quel presuntuoso di Mourinho. E dall’anno prossimo, contratti solo di un anno agli allenatori.
Chi ha detto che il Comune di Milano non investe nell’arte?
Siete sempre li a criticare la Moratti qualunque cosa faccia… e invece che Jolly ti tira fuori? Una immensa installazione artistica a cielo aperto per tutti i cittadini e i turisti (e con largo anticipo rispetto all’Expo). Un’operazione studiata nei minimi particolari e perfettamente riuscita, che eleva milano alle più nobili capitali europee.
L’opera – l’artista è ignoto, altro dato da non sottovalutare, come a dire “l’arte è di tutti”… non ha proprietari – è distribuita in diversi quartieri del centro della città, e riproduce come dei parcheggi per biciclette tutte uguali e in tutto e per tutto simili a biciclette vere. E’ difficile da spiegare ma l’illusione e la verosimiglianza dell’allestimento è notevole e gli ignari passanti si fermano titubanti davanti alle opere (che è possibile anche toccare, cioè non ci sono quelle fastidiose barriere o tensostrutture protettive). La genialata poi è che in prossimità dell’opera ci sono delle colonnine elettricamente alimentate che riproducono una sorta di meccanismo che ne consentirebbe l’immaginario l’uso – la cosa divertentissima è che si paga! Non c’è che dire, per una volta: Brava Moratti!
Complimenti ad Alessandro Spada, creatore di questo gruppo su facebook.
Sono passati 400 anni. Senza progresso. I 400 anni peggiori della storia di questo Paese, certo. Quattrocento anni iniziati con l’omocidio di Giordano Bruno e con davvero poche cose da ricordare: la Milano del ’700 austriaco, con La Scala e Il Caffè; il Futurismo; gli anni ’60.
Cos’altro? E siamo ancora dove eravamo partiti, con l’Anticristo che veste Prada e chi gestisce la pubblicità sugli autobus di Genova che dice che non si può dire che dio non esiste.
Trasforma il tuo sito solo web2.0 in uno trepuntozero. (banner che girava su Techcrunch…)
Calciopoli, sentenza blanda per Moggi: ora la Juventus rivuole i suoi scudetti.
Dicono di aver conservato gli scontrini.
- da Spinoza
E non lo sarà mai. Più che ovvio. Di più: non amano il web. E il web non li ama.
You’re not a web company. Almost nothing you’ve done has helped the web [...]
[...] anything you might have contributed is drowned in the wave of awfulness that was IE6, or more specifically, the way you let IE6 sit there for 7 years without fixing anything, because you didn’t have to, because you’d used your money to crush Netscape and you didn’t care about the web. Now it turns out the web doesn’t care about you.
Amen.
I miei miti2.0 preferiti…
- il web è inerentemente buono, è il progresso, è libero. E le aziende del web, pure. Anche Cisco, Microsoft, Yahoo! e Google che aiutano il regime comunista in Cina.
- i blogger sono i nuovi giornalisti, e inerentemente più liberi e con meno condizionamenti. Tranne quelli che derivano dalla necessità di autopromuoversi.
- la blogosfera è dotata di una propria intelligenza, ed è addirittura in grado di far emergere quasi magicamente i contenuti e le idee migliori in modo libero.
- le folksonomy vanno bene – anzi, meglio – per qualunque cosa, anche per mettere in ordine nei cassetti i calzini e le mutande (o le posate di casa Weinberger).
- i blog, i wiki, i contenuti degli utenti, la collaborazione dal basso sono sempre e comunque meglio di qualunque altra cosa, per qualunque tipo di progetto.
- far scrivere i blogger che credono in modo fideistico alle panzane di cui sopra sui giornali rappresenta un chiaro passo in avanti, anzi è citizen journalism…
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