Uòlter, fachoff!

Ogni volta che Veltroni apre bocca – l’ultima per dire “no”, che solo “no” sa dire – alle classi di inserimento per stranieri – io mi convinco sempre di più che Prodi è stato il top del top del top a cui questo disgraziato Paese potrà mai ambire come Primo Ministro. Veltroni è la feccia della feccia del ’68. La prossima volta voterò per Di Pietro. O per Vendola, se ce la fa. Ma giuro che se mi dovessi trovare costretto a scegliere fra Veltroni e Berlusconi, sceglierò il secondo.

Il leader del Partito democratico ricorda che anche gli italiani sono stati emigranti e non avrebbero accettato un trattamento simile per i loro figli.

Forse parla di sua figlia, emigrante a New York a fare qualche scuola di fighetti di cinema e col loft comprato dal papi, ma io sono stato negli Stati Uniti in terza e quarta elementare, e ovviamente senza sapere una parola di inglese, che arrivavo dall’Italia, purtroppo, mica dalla Svezia. E delle lunghe ore di ESL, English as a Second Language, me le sono sparate tutte, con altri non americani. E ringrazio le scuole americane, che un americano in Italia avrebbe dovuto arrangiarsi.
Veltroni, vaffanculo, sessantottino di merda! E d’altronde, come essere sorpresi? Se una proposta viene osteggiata sia da Veltroni, sia dalla chiesa (cosa cazzo c’entrano?), sia dai sindacati, deve essere giusta per forza! Anche se è stata proposta dalla Lega. Anche se certi toni, certe cazzate sulla religione nazionale e sulle tradizioni locali (insegneranno ai bimbi dello Sri Lanka a fare la polenta?) o sul rispetto che mancherebbe a questi bambini immigrati, la maggior parte dei quali immagino siano più civili dei nostri, quelle sì che andrebbero stralciate. Ma le classi servono.
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Link: leggi Lia, e Leonardo e ancora Leonardo (e Leonardo for dummies), Matteo e Giglioli.

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