Collective Stupidity
Questo è un post interessante. Collective intelligence un paio di palle! I siti di social news esprimono piuttosto la stupidità, i bassi interessi e il conformismo dei gruppi:
When you build a system where you get points for the number of people who agree with you, you are building a popularity contest for ideas. However, your popularity contest for ideas will not be dominated by the people with the best ideas, but the people with the most time to spend on your web site.
Un amico l’altra sera mi diceva che anche nelle zone di questi siti di “social news” in cui si parla di programmazione, in teoria meno sputtanati delle homepage che sono attaccate dagli spammer, i migliori se ne stanno andando e rimangono i troll, quelli che “io l’avevo detto che ruby on rails non andava bene per twitter”. I sessanta milioni di CT della nazionale, insomma.
E dove andranno i migliori – oltre che a lavorare a un nuovo framework per ruby o a provare a scrivere il nuovo twitter? Sarò di parte, e anche felice di ritrovarmi un po’ meno negativo sul futuro dei blog, o di alcuni di essi, ma ho come l’idea che, scottati da tutto questo eccesso di falsa “democrazia”, apriranno un blog piuttosto che postare su un newsgroup – che è below the web – o in un forum, dove hai comunque meno controllo di quella che è la tua identità.
Ora, è già ben evidente che anche sui blog escono e usciranno la stupidità, i bassi interessi e il conformismo dei singoli, e che questi condizionano e condizioneranno anche quel fenomenale strumento di intelligenza collettiva del web che è Google. Ma qualche voce intelligente c’è, e ha il proprio spazio, e non deve sottostare alla “democraticità” della massa. E quanto a un sistema che ci aiuti a scoprire l’intelligenza che c’è in giro, quella sì che è un’idea di business!

Ehi, i tuoi ultimi post sono davvero preziosi, sai? Davvero.
grazie, Federico. Questi ultimi due giorni ci sto provando ancora, come una volta :)
Uno sarebbe tentato di pensare che internet riusciva a contrastare il fatto che un gran numero di persone sono dei deficienti, o incivili e opportunisti, solo quando l’accesso ad internet era mediato, complesso, esclusivo e il digital divide altissimo. Piu’ e’ invece a portata di mano di tutti e meno la creazione di ambienti esclusivi e’ possibile, cosi’ tutto diventa orizzontale ove invece e’ necessaria l’auto disciplina e l’intelligenza fuori dal comune per interagire in maniera corretta e costruttiva, e cio’ che rimane non e’ altro che un pugno di scimmie ipertecnologiche.
but there’s got to be a way! O no?
Hai ragione Massimo,
anch’io credo da tempo che i blog siano strumenti piu’ pertinenti di quelli di Usenet o dei SN troppo condivisi nel momento in cui la quantita’ di persone aumenta. Resta il fatto che tendezialmente anch’essi non funzionano benissimo per gruppi estesi (anche se ipoteticamente composti da persone educate e collaborative). In ogni caso anche li’, se i network sociali sono costruiti con autentici intenti sociali mi pare possano avere qualche cosa di nuovo anche rispetto ai blog. Il problema e’ che io almeno non conosco nessuno che li usi cosi’.
saluti
@Massimo: forse la strada e’ quella di puntare verso siti che non hanno un “tornaconto” per l’utente per fare selezione. Per dire wikipedia e’ una delle cose piu’ belle che sono state fatte negli ultimi anni e probabilmente perche’ o ti piace contribuire o… non lo fai, questo e’ un filtro bestiale. Quando invece un social news ti porta N viste s vai in home tutta la dinamica cambia e di bello rimane ben poco. Anche i siti la cui unica utilita’ e’ quella di mettere generalmente persone in contatto (twitter & co) finiscono per essere tristi perche’ quando non c’e’ un motivo di fondo o quanto meno un interesse specialistico che fa da collante (come accade in programming.reddit.com per dire) restano le chiacchierate inutili di tanti John Smith (che poi possono essere singolarmente dei geni ma collettivamente sempre JS rimangono)… sembro pazzo ma e’ che ne ho le p***e piene :)
Ciao Massimo, cosa intendi tu per “intenti sociali”? Perchè anche io vedo – almeno in potenza – molta più interazione sociale oltre che nei blog anche in Flickr o del.icio.us – e interazione sociale che non sta andando un gran che bene nei siti di social news che non nei SN veri e proprio dove mi sembra che aggiungi e aggiungi persone, e poi cosa fai? Cerchi di capire se sei “più finlandese” tu oppure i tuoi amici e conoscenti? (“How Finnish are you?” è – di gran lunga – la mia Facebook app preferita, ndr :)
Intendo la logica con la quale ognuno costruisce la propria rete di contatti. Spesos le piattaformi hanno grandi potenzialita’ ma nessuno che abbia voglia di sfruttarle correttamente. Io per esempio su facebook aggiungo tutti quelli che me lo chiedono, questa e’ una ragione sufficiente per cui FB non potra’ mai essere per me un ambito sociale al quale potermi riferire. E del resto molto di FB specie in quanto applicativi di terzi e’ scritto per questa logica di spazio sociale aperto a chiunque (e anzi la logica e’ quella di incentivare in ogni maniera questa tendenza) e quindi per tale ragione diventa virtualmente inutile in termini di autentica interazione. Non so se ho risposto visto che io how finnish are you non lo uso ;)
ciao
Mah… paragonare i blog con Facebook o Linkedin e’ come paragonare lo Speakers’ corner con il Rotary. Non che io apprezzi il Rotary…, anzi, trovo molto piu’ divertente lo Speakers’ corner (e per analogia i blogh), anche se in concreto non serve a nulla.
Poi certo, se uno su Facebook e su Linkedin accetta tutti i contatti, ecco che il meccanismo principale del giocattolo e’ rotto e tanto vale buttarlo e salire di nuovo sulla propria soap box.
Io con Facebook sto ancora giocando (seguendo le follie di Nicoletti, piu’ che altro), mentre Linkedin e’ gia’ capitato che due o tre volte mi fosse utile per lavoro (e funziona).
Sui siti di social news non mi pronuncio, ma su tutto cio’ che e’ selezione automagica grazie alla “wisdom of crowds”, agli sciami e palle varie sono sempre stato molto scettico, come ben sapete. Il meccanismo di votare una notizia mi pare troppo simile a quello orrendo dei link reciproci e delle classifichette sui blogh, di cui tutti stiamo vedendo i risultati.
Sui forum, invece, non sputerei. In fondo sono facili da usare, alla portata di tutti, e hanno un giusto mix, se bene amministrati, di spazi liberi dove fare casino e di spazi piu’ ordinati e dedicati a concludere qualcosa di concreto.
Ciao, Fabio.
Secondo me il problema è sempre lo stesso. Troppi ragazzini scemi che si divertono a fare le “blogstar” e che farebbero qualsiasi cosa pur di acquisire visite e scalare classifiche. Ecco quindi che i siti di social news non vengono più utilizzati con l’intento di promuovere contenuti validi, ma semplicemente per segnalare le news del proprio blog (o quelle di una ristrettissima cerchia di “amici”), per poi votarle a manetta e spararle in home. Esistono utenti che utilizzano i siti di social news esclusivamente per proporre le notizie del proprio blog e che mai, proprio mai, segnalano roba di qualcun altro. In quei siti ormai avvengono cose agghiaccianti, ed è quasi più interessante seguirli per analizzare le assurde dinamiche comportamentali di alcuni utenti che non per cercare contenuto di valore. Sembra di assistere ad un reality show versione web. Tra l’altro ho letto cose agghiaccianti, come un utente che utilizzava “segnalo” per linkare solo ed eslcusivamente tutti gli articoli del suo blog! :-D
Linkedin e Facebook non li ho mai usati, mentre twitter mi fa letteralmente schifo (come ho scritto in un post sembra essere l’sms del web, ed io ODIO gli sms), l’ho provato e non ne ho capito il senso. Ciò che ho capito invece è che anche twitter e tumblr vengono utilizzati per ottenere link e scalare classifiche.
Insomma, il quadro è per certi versi agghiacciante. Credo che Antirez abbia ragione, funzionano solo quei servizi che vengono utilizzati dall’utente solo per fini conoscitivi o altamente specialistici e che non attirano gli utenti desiderosi di ottenere visite e “successo”.
Non tutti i “filtri sociali” basati su “intelligenza collettiva” funzionano male.
Last.fm, Movielens e del.icio.us continuano a darmi ottimi risultati.
Il memetracker di Blogbabel funzionava in maniera alterna.
OKNOtizie, Dig e simili invece non vanno.
In generale se il filtro funziona partendo dalle tue preferenze, non fornendo quindi una unica classifica di notizie uguale per tutti va bene.
Se la rilevazione è passiva va meglio.
Per il meccanismo di stupidità distribuita però i sistemi come OKNOtizie e Dig funzionano meglio perchè sono più facili da exploitare, quindi attirano più visite, quindi hanno più successo.
In pratica sarà lunga