le vecchie abitudini

Le vecchie abitudini dello Stato che ti tratta male sono dure a morire. Se non tieni la ricevuta di un qualunque pagamento, il canone rai, una multa, qualunque cosa, sei tu – presunto colpevole – a dover dimostrare di aver pagato, non il contrario! In giro, vedi cartelli con scritto vietato di qui e vietato di là, e poi sotto, come per magia, in inglese, please do not
Del tutto coerentemente, sul sito delle FS non appena sbagli un login ti avvertono subito che… hai ancora 3 tentativi per accedere alla Biglietteria Online, dopodichè la tua utenza verrà disabilitata. Mi dispiace solo di non poter comprare il fottuto biglietto da un’altra parte.

10 aprile 2008 -- 7 commenti

7 Commenti

  1. 1 giusec said at 23:29 on aprile 10th, 2008:

    Prendi un low cost!

  2. 2 Massimo Moruzzi said at 23:58 on aprile 10th, 2008:

    per la bovisa? :)

  3. 3 giusec said at 00:21 on aprile 11th, 2008:

    Certo. Linate-Bovisa. LIN-BOV. Due ore per l’imbarco, 5 minuti di volo.

  4. 4 Matteo said at 11:38 on aprile 11th, 2008:

    liberalizzare il trasporto ferroviario è la cosa più surreale che esista; ti immagini due compagnie concorrenti sullo stesso binario e alla stessa ora che fanno a gara tra chi arriva prima :)
    Mi sa che se vuoi continuare ad usare il treno ti dovrai rassegnare
    Rimane il fatto che lo stile dello stato italiano nei rapporti con i cittadini rimane lo stesso indipendentemente dal mezzo. Hai mai provato a scrivere a qualche mail di enti pubblici e verificare i tempi di risposta?

  5. 5 Massimo Moruzzi said at 12:54 on aprile 11th, 2008:

    perchè, rispondono?
    liberalizzare i treni no, quella è una barzelletta da Thatcher. Mi basterebbe come minimo un rinnovamento stile Poste, e idealmente molto di più, una RATP (Parigi) o SL (Stoccolma) milanese. Ok, smetto di sognare…

  6. 6 david said at 13:15 on aprile 11th, 2008:

    La cosa ridicola è che in questo modo uno può disabilitare l’account di un altro

  7. 7 Massimo Moruzzi said at 13:54 on aprile 11th, 2008:

    tra l’altro. che imbecilli che sono…


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