Il web2.0 è una bufala

Pare che oggi al convegno web2oltre chi ha pagato mille e passa Euro per sperare di capire il futuro si sia sentito dire che Il web2.0 è una bufala. E metà o quasi dei video delle interviste sono senza audio. O forse è perchè non ho pagato. L’intervistatrice però è abbastanza carina.

14 giugno 2007 -- 18 commenti

18 Commenti

  1. 1 theo said at 01:34 on giugno 15th, 2007:

    Molto carina è di dolmedia, c’era anche al romecamp, l’aspetto che mi colpisce di più è la professionalità anche nelle situzioni più estreme quando, non so tanto per dire, intervista lele dainesi! :D

  2. 2 luca said at 10:32 on giugno 15th, 2007:

    rotfl! :D

  3. 3 Stefano Vitta said at 11:19 on giugno 15th, 2007:

    Il fatto che, in uno dei blog che potrebbe essere un punto di riferimento per il web italiano, a commenta di una conferenza, si parli di gnocca mi innesca tre ipotesi:
    a) Il web italiano è alla frutta
    b) il coefficiente di attrazione del famoso pelo è imbattibile
    c) di web2.0ltre se ne poteva fare a meno.

  4. 4 Massimo Moruzzi said at 11:43 on giugno 15th, 2007:

    secondo me, a + b + c :)

  5. 5 Fabio Metitieri said at 14:20 on giugno 15th, 2007:

    E io che lo dico “a gratis” da mesi…..
    Ciao, Fabio 7.0

  6. 6 Emanuele said at 15:15 on giugno 15th, 2007:

    Penso che chiunque possa valutare l’autorevolezza di un commento scritto da chi in sala non era presente (ovviamente dopo aver chiesto a qualcuno dei partecipanti, vero??)
    Btw il fatto che il commento su twitter (scritto dall’utente web2.oltre) sia stato lanciato volutamente in tempo reale come una provocazione non vi è balenato per la mente? Non vi è passato per la mente che quell’affermazione fosse proprio uno dei momenti più interattivi, interessanti e di confronto di un evento che affronta il web 2.0 in modo onesto, non tentando di venderne solo i lati positivi? Il fatto che tutti gli altri 36 speaker abbiano detto il contrario forse non l’avete letto in twitter?
    Peccato che, come sempre, pochi siano così onesti e seri da informarsi, prima di commentare.. Mi piacerebbe notare un comportamento diverso dagli “esperti”, ma forse è chiedere troppo.
    P.S Stefano volevo commentare sul tuo blog, ma i commenti non firefox non sembrano funzionare (almeno a me).

  7. 7 Giuliano Prati said at 15:52 on giugno 15th, 2007:

    Ciao.
    Io c’ero al Web2Oltre. Effettivamente qualcuno ha detto che il Web 2.0 non esiste. Però è la stessa persona che, a quanto si capiva, non sapeva ne cos’era un mash up ne tanto meno cosa fosse Second Life (l’ha dichiarato lui).
    Se volete qualche info in più sull’evento le trovate nel mio blog :)
    Bye

  8. 8 biccio said at 16:07 on giugno 15th, 2007:

    Ciao Massimo,
    solo per segnalare che non c’è alcun problema di audio nelle interviste realizzate da noi, se visualizzate singolarmente. Forse il player di YouTube crea qualche problema se le istanze in una pagina sono molte. Abbiamo ridotto il numero di post per singola pagina, e sembra non ci siano più problemi.

  9. 9 Massimo Moruzzi said at 17:31 on giugno 15th, 2007:

    ciao biccio,
    io in effetti provavo ad ascoltare le interviste addirittura più di una alla volta, per mancanza di tempo. ok, dopo correggo nel post.

  10. 10 Massimo Moruzzi said at 17:36 on giugno 15th, 2007:

    @Emanuele: scusami, ma non riesco a trattenermi…
    >Non vi è passato per la mente che quell’affermazione fosse proprio uno dei momenti più interattivi, interessanti e di confronto di un evento che affronta il web 2.0 [...]
    (quindi, vuol dire che ho fatto bene a riportarla)

  11. 11 Domiziano Galia said at 18:05 on giugno 15th, 2007:

    Pagare 1.600 euro (più iva) per andare a sentire gente dire cose sul web che puoi leggere dovunque sul web mi pare un tantino bizzarro.
    Certo, per i newbie è perfetto: apparecchiato, cotto, servito. Ma, ecco, non mi pare tanto rispondente a quella logica dell’economia del dono e della condivisione di conoscenza.
    Ma io che cazzo ne so, non sono mica un web 2.0 communication enterprise marketing avv. cav. lav. consultant, io.

  12. 12 Emanuele said at 19:04 on giugno 15th, 2007:

    @Domiziano: Ciao Domiziano, hai partecipato alle due giornate? (lo chiedo senza provocazione, per capire le ragioni del tuo commento)

  13. 13 Enzo Santagata said at 20:27 on giugno 15th, 2007:

    E i che avevo detto QUI?
    Tutto sommato non ci sono gli scettici pre- e gli scettici post-. Ci sono gli scettici. Punto.
    In ogni caso Massimo, non hai capito bene il senso di quella frase su Twitter: quella è la parte OLTRE!

  14. 14 Daniele said at 16:31 on giugno 16th, 2007:

    mentre siamo qui a chiedere “perché”, ci sono 1600 euro e passa nelle tasche di qualcuno. Lui forse è l’unico a non avere dubbi :)

  15. 15 Domiziano Galia said at 00:20 on giugno 17th, 2007:

    @Emanuel: Ciao Emanuel. No. Spendere 1.600 euro (più iva) nell’era del web 2.0 per farsi spiegare il web 2.0 significa non capire un cazzo del web 2.0.
    Questo sarebbe stata la dichiarazione in assoluto più illuminata e onesta che si sarebbe potuta fare in apertura del convegno.
    E “Appunto!” quella al mio commento. Perché è così per me. Ma per uno per cui le parole social, blog e feed siano arabo magari inveve è stato utilissimo.
    Ma resta il fatto che 1.600 euro (più iva) mi sembra un tantuccio. Anche perché difficilmente da un convegno del genere se ne esce con una competenza che sia una, ma giusto con un’infarinatura dello scenario.
    Che va benissimo. Ma Wikipedia che l’abbiamo fatta a fare?
    Ciò che voglio dire è che in questo mare di entusiasmo, tra tante pinne di delfini mi pare di scorgere (sempre più spesso) pinne di squali, se mi spiego.

  16. 16 vittorio pasteris said at 16:00 on giugno 17th, 2007:

    Ma quanti erano presenti all’evento ?

  17. 17 Massimo Moruzzi said at 16:28 on giugno 17th, 2007:

    mica una domanda stupida… metti, per dire, 300 paganti, e… wow!

  18. 18 Massimo Moruzzi said at 16:36 on giugno 17th, 2007:

    viceversa, se sono stati 30 secondo me è un vero successo, nel senso che l’anno prossimo, invece di fare un’altra conference su cui nutro molti dubbi, potrebbero andare da 3 di questi 30 a fare qualcosa di 2.0 (di web) per queste aziende.


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