RItalia idee confuse
Sabato sono passato dal RItalia BarCamp. Cosa dire? Appunti sparsi. Primo, secondo me non aveva molto l’impronta del BarCamp. Secondo, è tutto da dimostrare – e mi piacerebbe dimostrarlo! – che un BarCamp può servire non solo a fare del brainstorming ma anche a fare delle cose. Facciamo un FareCamp? Terzo, bisogna però darsi degli obiettivi alla nostra portata. Non impostare – noi? con che competenze? – le linee guida della politica del turismo in Italia, ma semplicemente fare un sito che fa meno cagare del loro. Quarto, perchè non abbiamo iniziato a dimostrarlo aprendo wikitaly.com se ci crediamo davvero, invece di continuare solo a parlare di user-generated content per Italia.it? Quinto, visto che IBM è venuta per ascoltare, perchè nessuno (me compreso) ha detto loro che c’è il mare in Liguria? O che ci sono dei bed&breakfast in Puglia? O che Assisi probabilmente merita di essere inclusa fra le mete del turismo religioso in Italia? Perchè da Italia.it pare che non sia così. Certo che bisogna avere una bella faccia tosta a farsi vedere dopo aver messo online una simile disgrazia. Sesto, perchè perdiamo il nostro tempo a pensare di poter parlare con questa gente? Settimo, visto che una Legge del 2001 stabilisce che il turismo è di competenza delle regioni, come fa a non essere chiaro a tutti che un sito come Italia.it non deve fare altro che puntare ai siti, spesso anche più che discreti, delle Regioni stesse?

viva Assisi!
E comunque, che figura di merda che ha fatto l’Italia con questo sito, e con quell’intervista di Rutelli in inglese che mi sembra avevi riportato anche tu nel tuo blog.
Che vergogna.
Concordo su (quasi) tutto, specialmente sul terzo punto: “Non impostare – noi? con che competenze? – le linee guida della politica del turismo in Italia, ma semplicemente fare un sito che fa meno cagare del loro.”
Fare, fare, fare, in Italia amiamo troppo le parole, spesso fini a se stesse.
Ludo ha ragione, occorre fare, lui questo sa cosa significa. Per il resto ho raccolto tutte le impressioni e sembra che si vada nella direzione che auspichi (tranne ne punto tre) – la direzione sembra essere quella dell’aggregazione ancora non si sa come.
Maurizio, tranne punto 3 vuol dire che prima di creare il prodotto qualcuno dirà che l’Italia va spinta per la montagna, qualcuno per il mare, qualcuno per le città d’arte, qualcuno che vanno spinte Roma, Firenze e Venezia e il resto viene a ruota, qualcuno che invece bisogna spingere i piccoli centri, qualcuno che va fatto leva su moda, design, cucina italiana etc?
domanda: ma se il progetto sarà un progetto di aggregazione, non sarà basato su un motore di ricerca intelligente, ovvero ciò che gli utenti cercano e cose simili da proporre loro (“alla amazon”) più che sullo spingere ciò che noi (markettari) pensiamo che vada spinto (per il target x)? Non è questa la più grande lezione del web2.0 – meglio anche delle tagcloud?
Siamo già a tre giornalisti che mi chiamano esordendo con: Ritalia, tutto fumo e niente arrosto ;)
Scusa, non per fare l’avvocato del diavolo, ma cosa c’entra IBM con il mare in Liguria o con Assisi?
In altre parole cosa c’entra il fornitore tecnico degli strumenti (il CMS) con i contenuti che altri vi hanno inserito?
Ad IBM si possono far notare tanti problemini e problemoni sugli aspetti tecnici di Italia.it, per carità, ma non quelli sui contenuti.
sì, vero… ma tu avresti lasciato uscire un sito così, che viene comunque associato al tuo nome?
e senza contare, ovviamente, che le cartine interattive non lo sono, quelle in pop-up non si caricano, la navigazione fa pena, le url fanno ridere, il sito è pieno di ridicolo flash etc.
tefano, i giornalisti potrebbero anche avere ragione, infatti il comunicato stampa di RitaliaCamp conclude così: una cosa è certa, questo come non mai è il momento nel quale il popolo del web dovrà dimostrare la propria volontà di dar voce alle proprie idee, lamentele ed ispirazioni. Nel caso i ritaliani non compiano i passi descritti la stesura del progetto non potrà essere realizzata, e quindi Ritalia si fermerà!
Se il progetto si arresterà sarà servito a dimostrare che la blogosfera non solo non conta niente ma che le accuse di autoreferenzialità sono davvero reali e che le blogstar sono davvero inutili.
Maurizio,
io non so se sono d’accordo. cioè, se un gruppo sparso di persone che ha altro da fare non è in grado di fare gratis – o di farsi ascoltare da chi tanto l’assegno l’ha già incassato – ciò che non hanno fatto tre grandi società per 45 milioni di euro… allora siamo un fallimento? boh.
Si hai ragione Massimo, è molto probabile quello che dici, se un gruppo sparso di persone non riesce a farsi ascoltare, figuriamoci se ci riesce un manipolo di blogstar che parlano del loro ombelico. Se poi le cose devono rimanere così, allora non parlo più.
meglio parlare del proprio ombelico che dal palco e di temi generalissimi come se fosse una lezione in università, imho.
Alla fine quello che conta sono i risultati. Se tu sei felice di quello che hai conseguito, allora hai ragione tu.
no, io non penso di aver conseguito nulla. io parlo del mio ombelico. tu almeno ci provi, te ne dò atto. ma è più di un illudersi che il tuo ombelico è più importante e quindi ti daranno retta? (ormai hanno preso i soldi, in un mese e mezzo dal lancio non hanno ‘rimesso’ il mare alla liguria e al veneto, cosa possiamo sperare?)
A cynic is a man who knows the price of everything but the value of nothing. Oscar Wilde
magari sapessi i prezzi di tutto! ;-)
Io sono d’accordo con Maurizio.
Se alla fine non ne esce niente, quelli che hanno fatto male avranno un alibi (“avete visto che non e’ cosi’ facile come si dice?”) e soprattutto chi dice di poter fare meglio, alla fine non ci fa una bellissima figura.
Al di la’ che questo sia giusto o no, sia chiaro.
E secondo me, le difficolta’ maggiori non saranno su “sapere o no” fare le cose, quanto mettere d’accordo tante teste pensanti. Secondo me questo sara’ il vero rischio, per RItalia, sicuramente non le competenze, le tante teste coinvolte
imho
lc
non capisco. impegnandosi si potrebbe anche fare peggio. si potrebbe anche dire che non c’è il mare neppure in sardegna, per dire.
ma “fare meglio” cosa vuol dire? che deve uscire un sito funzionante da un paio di barcamp?
Massimo, sai che sono estraneo a tutte queste cose della web, ma vorrei sintetizzare in maniera estrema come vengono viste queste BarEsperienze da noi che non le frequentiamo.
E lo farò con questa geniale foto di Fullo: http://www.flickr.com/photos/fullo/441381417/
Della serie “era meglio plìs visit uebsait bat plìs visit itali tù”
viva la web!
GRANDE Fullo ! :-)
Sto maturando la convinzione che sto perdendo il mio tempo e che forse dovrei tornare a fare cose più produttive. Non posso ancora dire che Ritalia sia un fallimento, ma se la tendenza è questa allora forse devo ammettere di essermi sbagliato. Sarà per la prossima volta.
Maurizio, se prima di mettere su un progetto decente anche tu vorresti risolvere il problema della criminalità organizzata, sì, temo tu stia perdendo il tuo tempo…
Massimo, ma mi stai prendendo per il culo?
Forse dovrei anche io cominciare ad usare toni più chiari.
Maurizio: sì nell’ultimo commento, ma non tanto per farlo quanto per dire che secondo me abbiamo tirato in gioco troppa carne al fuoco (le politiche del turismo italiane, ad esempio) quando già anche semplicemente pensare a un nuovo sito era già abbastanza complicato.
Per il resto: no, e giuro, anzi, che non ho ancora capito quale risultato tu riterrai un successo:
-che IBM venga anche al secondo barcamp RItalia?
-che la stampa parli anche del secondo barcamp RItalia?
-che si riesca a produrre un documento con una proposta credibile di sito alternativo?
-che la triade di italia.it faccia finta di essere interessata a questo documento?
-che qualcuno di voi/noi venga preso come consulente per rifare il sito secondo questo documento?
-che noi si riesca a mettere in piedi questo sito alternativo da soli?
davvero, credimi: non ho ancora capito e se mi spieghi mi fai cosa gradita.
Ritengo un successo avere dimostrato che non tutta la blogosfera è fanfarona e cialtrona, solo per questo ne è valsa la pena e lo rifarei.
beh, allora hai già vinto (secondo te).
o perso (secondo me) perchè avete messo su un processo a mio parere troppo ampio (discutere anche delle politiche del turismo italiane, per dire), troppo poco partecipativo e soprattutto che ha prodotto non so bene cosa. E’ online almeno il famoso documento riassuntivo?