nei Paesi normali
Nei Paesi normali, se uno non sa l’inglese, quante sono le probabilità che lo mandino al Parlamento Europeo? Che diventi Primo Ministro? Ministro del Turismo? Che gli sia data la possibilità di rappresentare – in modo molto realistico, va detto – il Paese? Perchè succede solo da noi? Risposta: perchè la selezione della classe politica è fatta al contrario. Avanzano i peggiori.
Che futuro può esserci per un Paese del genere?
7 marzo 2007 -- 20 commenti

Secondo me però c’è un equivoco. L’inglese è passabile, anche rispetto ad altri politici del continente. E’ la pochezza di pensiero il problema.
sì, in effetti hai ragione. le cose più gravi sono, nell’ordine…
- il pensare che un ‘messaggio’ del genere – o un qualunque ‘messaggio’, come se un Paese con le ricchezze artistiche, culturali e naturali dell’Italia ne avesse bisogno del tutto (o un logo del genere, o un ‘portale’ del genere) possa servire a qualcosa oltre a fare la figura degli incapaci e degli improvvisatori dell’ultima ora…
- la scarsissima qualità della realizzazione (del logo, del portale, del messaggio)
- infine, l’inglese.
però, insisto. In Portogallo, in Slovacchia, in Romania, in qualunque Paese un po’ più normale del nostro disgraziato Paese cercano di mandare avanti i migliori, non i peggiori. I migliori quanto a idee, di comunicazione e non solo, di capacità di realizzazione, di capacità di presentarsi e parlare inglese etc.
il problema secondo me è anche che se ci sono questi soggetti (indipendentemente dall’indirizzo politico) a capo, sicuramente non si sceglieranno collaboratori più brillanti di loro per evitare figure… è un cane che si morde la coda
Sai qual’è, secondo me, il vero problema di questo Paese Max? aver voluto far credere, a fronte di un periodo scellerato, che la politica fosse una cosa sporca, un campo che andava ripulito. essendo che, molto spesso, il rimedio lascia una situazione peggiore della precedente, abbiamo chiuso le scuole di politica e di pensiero e ci siamo (ci hanno…) dovuti affidare a un modello di politica molto distante dal nostro, dove la ricchezza contava più della competenza e la capacità di aizzare gli animi è stata confusa con l’equilibrio: le balle.
ho avuto, ed ho amici che politicamente la pensano in maniera diametralmente opposto rispetto alla mia e con i quali il rispetto e il confronto è sempre stato pieno e leale, tanto che alle volte mi è stato domandato, oppure io ho domandato loro, se ero sicuro di votare per chi voto. sì, lo sono e lo sarò sempre, come sempre, al vertice dei miei interessi ci saranno lo sviluppo e il benessere della mia nazione, il rispetto delle istituzioni laddove si rivelano giuste e la modifica democratica e imparziale delle stesse laddove se ne presenti la necessità. Il rispetto della persona e degli articoli contenuti nella carta costituzionale che ci siamo dati, perché senza regole non esiste una società ma in una società deve esistere il rispetto delle regole perché queste rappresentino una certezza e non un ipotesi. Non è utopistico, è ragionevole: irragionevole è voler credere che siano gli altri a dover assumere decisioni in nostra rappresentanza senza che ricevano, da parte nostra, le istruzioni.
Chiedo scusa ai tuoi lettori per il lungo commento ed a te per aver abusato dell’ospitalità.
I politici in questione sono italiani, come noi, e ci rappresentano alla perfezione.
Non c’è difetto che si veda amplificato da qualche mezzo di comunicazione di massa che io non trovi in me o in chi mi circonda (conosco DECINE di dirigenti italiani che lavorano in multinazionali e che sanno l’inglese da schifo).
I politici italiani fanno schifo o sono buoni tanto quanto fanno schifo o sono buoni gli italiani.
Certo, se questa fosse l’opinione comune, sparirebbe l’ottanta per cento dei quotidiani, blog, programmi televisivi, ecc. quindi capisco che è meglio continuare a commentare…
Cordialmente.
Marco,
sì, la politica è una cosa schifosa, decisioni politiche non se ne prendono più, quasi tutto è in mano a tecnici (poco competenti) e le aziende municipalizzate vengono privatizzate e messe in mano a manager non troppo bravi e che mirano quasi tutti solo a diventare ricchi con le azioni una volta andati in Borsa. E’ questa, l’Italia di oggi.
Dago,
non capisco perchè sparirebbero l’80% di quotidiani, blog e programmi televisivi. Gli italiani che fanno schifo quanto chi ci rappresenta continuerebbero a seguirli, no?
Non volevo essere polemico con questo blog, che leggo abbastanza spesso e – quindi – trovo interessante.
La valutazione 80% si riferiva al fatto che se dalla carta, dalla tv, dalla blogosfera provi a togliere le frasi “la politica italiana è una merda” rimane molto poco.
…E’ anche vero che il tutto sarebbe immediatamente soppiantato da “l’allenatore della nazionale fa schifo”.
Stessi giornalisti, stessi lettori.
In definitiva hai proprio ragione.
Saluti.
> Che futuro può esserci per un Paese del genere?
Nessuno; infatti, io me ne vado.
———————————–
Il problema dell’Italia è uno solo: gli italiani.
…la selezione della classe politica è fatta al contrario. Avanzano i peggiori…
Solo in politica?
in particolar modo in politica, imho.
per te, massimo, bisogna inventarsi un nuovo reato:
istigazione all’espatrio
Sei un bast**do, e sai perchè?
Non sei ancora abbastanza convincente nel farci scappare tutti a gambe levate… e noi qui, co**ioni, che rimaniamo a subire queste cavolate.
L’unica alternativa, Massimo, è che noi italiani siamo tutti masochisti (sennò, perchè restare?)… E anche tu non scherzi!!
Cmq, io le mie quattro idee per una buona politica le ho buttate qui, si sa mai qualcuno le legga e le faccia sue:
http://ubuntista.wordpress.com/2007/03/07/ot-politica/
In un paese normale, se uno è un bancario di quarant’anni (o un macellaio, o un cardiochirurgo, o un operaio, o un medico) quante sono le possibilità che lo facciano diventare dall’oggi al domani predelcons? o ministro di qualcosa? O presidente della repubblica? Che gli sia data la possibilità di rappresentare – in modo molto realistico, va detto – il Paese? Perchè (queste buffonate) succedono solo da noi?
E se chiedi a un ggiovane perché non sa l’inglese (e, probabilmente, nemmeno l’italiano) ti risponderà che è colpa dei contratti di sei mesi, dei figli che lavorano per pagare le pensioni ai padri, dei settantenni al governo, delle rendite di posizione, delle imprese che ti sfruttano. Siamo dei maestri nel dare la colpa agli altri.
mi sembra che entrambe le cose siano vere, Carlo. Però, bancari e macellai – di quarant’anni, poi! – che diventano un qualcuno in politica non ve ne sono proprio, purtroppo. L’ha fatto solo un imprenditore miliardario che aveva interessi personali enormi e molti processi in corso…
Come, Scalfacoso non è un bancario quarantenne?
vabbè, ma ha fatto molti più danni Rutelli, no?
Non è questione di danni, è che Rutelli è un ottimo professional della politica – sebbene io non condivida nulla delle sue idee – perdipiù cresciuto ad una delle migliori scuole (di politica) che ci sono state in questo paese.
Invece prendere uno sconosciuto che ha fatto tutta la vita altro, e candidarlo alle elezioni perchè è ggiovane, è una buffonata e in un paese serio non avverrebbe (esattamente come la storia dell’inglese oggetto del tuo post).
Un paese serio forma una classe politica seria, i partiti seri di un paese serio si dedicano anche a selezionare, preparare e sfornare la classe dirigente (politica) di domani.
Gli skill che ci vogliono per fare il dirigente di banca non sono gli stessi che ci vogliono per governare un paese. Dato che noi da questo punto di vista siamo alla canna del gas, ecco che vengono fuori queste fregnacce imbarazzanti (per chi le mette in atto e – molto di più – per chi le sponsorizza sui media).
Onorevole Peterle (candidato premier alle prossime elezioni in Slovenia), quante ligue parla?
«Inglese, francese, tedesco, russo, spagnolo; capisco l’italiano, il polacco, il ceco. Vorrei imparare l’ungherese, perchè secondo me ogni politico sloveno dovrebbe sapere tutte le lingue dei popoli confinanti e, nel caso dell’ungherese, per rispetto verso la minoranza che vive in Slovenia (nel Prekmurje)»
devo proprio trasferirmi a Ljubljana per poterlo votare? Niente scorciatoie?