mo fanno pure i tubi ?
Questi di Google sono proprio incontentabili, pure un’azienda che fa tubi si sono comprati! O almeno così devono aver pensato i niubbi americani che hanno dato l’assalto a Utube.com ;-)

Intanto, la macchina da guerra di Google continua a crescere. Vendono il 25% di tutta la pubblicità online negli USA. In Italia secondo me arriveranno prima o poi oltre il 50%. Qualcuno lo dica a Gentiloni, il Ministro col blog che continua a parlare di tivù come se contasse ancora qualcosa…
19 ottobre 2006 -- 14 commenti

Dici bene.
Ieri ho parlato come relatore al convegno nazionale per le tv locali a Roma
Le tv locali lamentano il duopolio Rai e Mediaset.
Credo che le mie parole siano rimaste inascoltate. Ho detto nella mia relazione che le tv locali farebbero bene a pensare al vero problema, che la gente, la loro utenza, guarda sempre meno televisione e pertanto dovrebbero presidiare i nuovi media ed avere una presenza più incisiva su internet.
Speriamo che qualcuno abbia ascoltato.
Sei sicuro che non siano gia’ oltre il 50%? :-)
Maurizio, ma con tutta l’esperienza che hai, ancora ti illudi? Hai mai letto “Marketing Miopia” di Theodore Levitt? Un po’ come le compagnie petrolifere (qualcuna un po’ meno, ultimamente, per fortuna) pensano di essere nel “business del petrolio” invece che nel “business dell’energia”, così, immagino, le tv pensano di essere “nel business delle tv”, non nel “business dei media”. E poi, comunque, verranno fatte fuori da chi come Google è in un altro business ancora, nel business del vendere pubblicità e della tecnologia per farlo in modo più semplice, più user-friendly, più efficiente e più alla portata di tutti. Bye bye, Berlusconi!
@paolo : non lo so, ma non lo posso escludere, in effetti.
Purtroppo bisogna davvero dire che si continua indietro, sempre e solo indietro…
Vogliamo investire nello sviluppo? Beh certo Alitalia, Fiat, Rai e Telecom rete voce, tutto strategico, settori in crescita a doppia cifra no :-)
Una volta ho letto che l’incidenza dell’industria dell’auto in Italia, Industrie + indotto, è circa il 7-8%. Se si considera che palestre e centri benessere sono il 3% mi viene il dubbio che anche al di là dei casi macro ci si continua a concentrare su settori, mercati morti e defunti.
Marco,
chissà cosa includi tu nei “centri benessere”, se fatturano più di un terzo dell’auto e dell’indotto ;-)
per forza che si continua a investire nei mercati morti – gli amici degli amici di chi siede in parlamento mica lavorano in quelli nuovi.
Guarda era una statistica di Confindustria che ricordo di aver letto in un articolo.
In sostanza davano la % di incidenza sul PIL di una serie di settori; mi aveva particolarmente colpito questo confronto, portato ad ex. come “accanimento terapeutico” verso una industry ormai moribonda.
Anche perchè come dice Beppe Grillo non è che per far finire l’era del petrolio dobbiamo aspettare che finisca il petrolio… l’età della pietra mica è finita perchè sono finite le pietre :-)
grande Beppe, non la sapevo, questa :-)
non solo gentiloni non ti ascolta,
ma non ti ascolta nemmeno
tutta la sinistra fricchettona (cioè tutta) che ride e applaude sabrina guzzanti, daniele luttazzi e le loro puttanate di campagne per la libertà d’informazione….
“oddio non mi fanno parlare in tv!!!”, dice luttazzi. e dopo chiude il suo blog perchè ha troppo successo (“oddio, è uno strumento populista”)
che paese allucinante.
eh, sì, Enrico.
Oddio, non mi pagano per fare opposizione in tivù – e no, aggratis sul blog non la faccio. Grillo, almeno, Internet se l’è presa e la sua, anche se un po’ a modo suo.
per evitare di riscrivere tutto posto qui il link sull’argomento internet e televisione.
Se ci sono problemi lo cancello.
http://www.felter.it/blog/2006/10/televisione-o-internet.html
alla prossima….
Tutte cose vere.
Ma secondo me – almeno parlando di Italia – sottovalutate la potenza della TV e sopravvalutate un po’ l’importanza di Internet.
Almeno nel breve-medio periodo.
Ricordatevi che vale “one man, one vote”. E la maggioranza del Paese vede ancora la realtà attraverso Tg1, Tg5 e famiglia.
E’ anche per questo che strozzano l’evoluzione della rete.
Enrico (Morbìn), non ti capisco.
1) I due casi di censura a cui ti riferisci sono tra i più gravi della storia repubblicana. Soprattutto perché sono scattati non quando le vittime avevano fatto i loro numeri più irriverenti, ma quando hanno fatto informazione.
2) Successo del blog di Luttazzi? Contatti nell’ordine delle migliaia. Capirai, per uno che raggiungeva MILIONI di persone…
E che stavano già strumentalizzando (con citazioni su quotidiani nazionali) per molto poco.
Quando a qualcuno di noi:
- saranno chieste decine di miliardi per diffamazione
- ci sarà spaccato il capello in quattro per ogni commento spam che avremo dovuto eliminare dal nostro blog
- altereranno ogni nostra intervista o intervento pubblico, facendoci dire cose non dette, o sembrare livorosi e irrazionali
- ci sarà impedito di rivendere un’opera già pagata e costata parecchio, mettendo in difficoltà anche le famiglie dei nostri collaboratori…
…ne potremo riparlare.
wow, non vedo l’roa che arrivi quel giorno! ;-)
seriamente: facciamo un paragone con Grillo. Anche a Grillo è preclusa la tivù, e non solo perchè se la prende col potere politico, ma perchè se la prende – e la cosa è ben più pericolosa – col potere dis-economico, quello del consumo, delle auto sempre più tecnologiche ma che continuano a consumare come trent’anni fa etc. Ora, Grillo fa un blog. Blog, non blog, scritto da lui o da altri, populista o non. Però lo fa, e fa milioni di contatti, anche se per ora certo non i milioni che potrebbe fare in tivù. Luttazzi il blog lo chiude, dicendo che è uno strumento populista etc etc. Viva Grillo, insomma! :-)