lei non sa chi sono io

o anche: domande2.0
Ieri alla conferenza di Edelman e Technorati, Marco è stato interrotto mentre stava provando a fare una domanda – ma scusi, lei chi è? Niente di grave. Ma: è così importante? Della maggior parte delle persone che hanno fatto domande ieri, in effetti, a me è rimasto in testa solo il nome o la società. Risultato raggiunto. Ecco, è proprio qui il problema. L’importante sarebbe fare una domanda interessante (e in 30 secondi). A meno che tu non debba fare un disclaimer – lavoro per loro, siamo competitor diretti, sono stati miei clienti – chissenefrega chi sei. Per me puoi anche essere uno che passava di lì ed è entrato perchè aveva freddo. Se fai una domanda intelligente, stai sicuro che poi vengo io a chiederti chi sei e cosa fai! Se, viceversa, la brevitas non è il tuo forte, o vuoi dire che il relatore non capisce nulla o fare paragoni con i casi trattati dalla tua azienda etc, va benissimo. Ma fallo sul tuo blog. Se sei interessante, ti leggeremo volentieri.
Se non sai di cosa stiamo parlando, vatti a vedere le slide della presentazione da Lele.

14 ott 06 3 comm.

3 Commenti

  1. 1 Lele Dainesi said at 13:25 on ottobre 14th, 2006:

    Concordo che se uno ha una cosa interessante da dire può essere chi vuoi ma lo starò a ascoltare.
    Secondo me, tra l’altro, Marco è conosciuto nella blogosfera (mi sa che quella che ha fatto al domanda è di qualche azienda sperduta tra profit&loss) e poi Marco ha detto delle cose intelligenti.
    P.S. sei sempre il primo a arrivare sulle notizie del mio blog MITICO!

  2. 2 googlando said at 12:34 on ottobre 15th, 2006:

    …mah…
    già il “ma” che precede lo “scusi” un po’ di prurito può provocarlo. seguito da un volgare (da volgo) “lei chi è” diventa insopportabile, come quando ti succede, chessò, alla cassa, in fila, alla posta.
    scusa se toh dicoh Massimo, ma è un piacere essere utente normale ed esser fuori da tutte sté cose, che saran pure corporates e financials e patrocinators. ma una cosa è certa:
    in italia ti vien un po’ più difficile, perché siamo “allenati”…
    “Feeethffool reeders ooff my blug meeght remember a pust ebooot tvu yeers egu oon zee Idelmun femeely’s juoorney frum Roosseea und Pulund, thruoogh Hemboorg tu Noo Yurk …”

  3. 3 Massimo Moruzzi said at 13:06 on ottobre 15th, 2006:

    in Italia siamo allenati? a cosa?


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