La vera bolla
Oh, che bello, tutti a parlare di bolla2.0. Anch’io, per forza. Quando leggi che negli States sono state lanciate e finanziate una cinquantina di YouTube wannabees è una bolla, è ovvio. E quando Sony compra uno – uno qualunque, parrebbe, nè il migliore, nè il più grande, e senza considerare che il codice per servire video in Flash è di pubblico dominio, se ho capito bene – di questi siti per 65 milioni di dollari, capisci perchè ci si sono buttati anche gli altri 49. I 49ers, e la battuta viene fin troppo facile. E’ una bolla, e non c’è altra exit strategy che vendere a Google o a Yahoo! – o a Murdoch, o a tanti altri, a dire il vero – e se Google o Yahoo! decidono di farselo in casa, sei fregato. A quelli di Writely per qualche strano motivo è andata bene, ma lo spreadsheet invece se lo sono fatto a Mountain View. E il calendario, pure. E Kiko ha dovuto mettersi in vendita su eBay.
Un paio di studenti universitari finanziati da un solo business angel hanno venduto a $ 258,000. Quest’ultimo ha deciso di finanziare la loro prossima idea. Insomma, se cerchi la vera bolla, guarda altrove. La vera bolla è nel settore immobiliare, che quello sì non produce nulla di buono: mattoni, soldi, presidentissimi, arrivisti che sposano ignare veline, piastrellisti che costano più di un esperto MySQL, agenzie immobiliari i cui titolari hanno la terza media ma si fanno chiamare dottore… Il problema, comunque, è un problema forse strutturale del sistema, un sistema che ha troppi soldi e che pensa solo a moltiplicarli, non sa come fare e passa da una bolla all’altra invece di provare a investire piano piano nel Sud del mondo, dove forse ce la potrebbe anche fare.
E i governi stessi, non sarebbe ora che si decidessero a comportarsi un po’ più come dei VC? No, non finanziando 50 YouTube. Ma fanno di peggio. Quale VC avrebbe dato soldi, sconti e incentivi a Peugeot, Citroen e Toyota – dico, non a Massimo, Michele e Ludovico – come ha fatto il Governo della Slovacchia per aggiudicarsi la fabbrica della 107-C1-Aygo e relativi posti di lavoro? Operai, cazzo. Nel 2006. Guarda, invece, la vicenda di Skype, società fondata da due svedesi, con sede a Londra e billing in Lussemburgo. Mica scemi. Ma techies a Tallinn, Estonia. Ora, non so se il prezzo finale sarà più vicino al minimo o al massimo della forchetta previsto, ma 2.6 miliardi di dollari sarebbe 1/3 del PIL dell’Estonia (2003) – un Paese di 1,5 milioni di abitanti – e 4.1 la metà…

E’ una bolla, punto. Quando i VC e gli analisti finanziari cominciano a valutare le aziende per i loro dati operativi senza badare ai dati finanziari, allora puoi star sicuro di che si tratta di una bolla. Un po’ come quando nel ’99 si quotavano delle società sulla base di moltiplicatori bizzarri come Ev/subscriber (il subscriber era un utente non pagante che aveva fatto la registrazione per mandare sms gratis) anziché Ev/Ebitda.
Così Youtube verrebbe valutata miliardi di dollari semplicemente in base al traffico generato. Poco male se ha una struttura di ricavi tale da riuscire a malapena a coprire i soli costi operativi per generare quel traffico.
Le dot com di oggi sono tutte focalizzate su modi sempre nuovi di generare traffico (social networking) senza minimanete spendere due minuti per cercare di elaborare un business plan terrestre e sostenibile. In tutta questa zuffa per il traffico operatori come Akamai si leccano i baffi; qualcuno di leccherà le ferite.
però, vuoi perchè in parte coprono i costi con adsense, vuoi perchè gozzovigliano solo banda e non più anche champagne come ai tempi d’oro, pare che si rifiutino di fallire, queste nuove società! E se un giorno falliranno, lasceranno comunque dietro di sé rovine che saranno germogli per le prossime, mentre non so se si può dire lo stesso dei boom immobiliari (o delle fabbriche auto slovacche).
ah, p.s.
ho letto di due società italiane finanziate nel 2006 con 10 milioni di euro. è una cazzata, vero?
Coprire i costi operativi a malapena con adsense è assai rischioso. Finché lo fa il blogger per arrotondare lo stipendio, o il grande quotidiano per dare una spinta al fatturato, va benissimo. Quando Adsense diventa invece l’ossigeno con cui campi, potrebbero sorgere bei problemucci se un giorno google volesse rinegoziare le condizioni , se dovessere sorgere grande legali sul click fraud, o se qualche carrier dovesse tagliarti fuori in barba alla net neutrality. Loro si sono preoccupati prima di accaprrarsi traffico ponendo in secondo piano
Detto questo, sono del tutto d’accordo con te. Queste imprese creano capitale umano che aiuta lo sviluppo di un paese molto più dei fabbricati in periferia. Una bolla dovuta ad eccesso di capitale tecnologico potrebbe far scottare le manine a qualche fondo e qualche investitore, tuttavia il paese ci guadagna. Israele è un ottimo esempio di paese che investe in capitale umano con ottimi ritorni in termini di sviluppo (sono assai esplicative queste slide preparate da un partner di mckinsey: http://www.investireinisraele.net/investire%20in%20israele/Gutgeld.ppt)
Avevo letto che l’Unione Europea starebbe cominciando a mettere una piccola parte dei fondi strutturali per lo sviluppo in fondi di PE e VC… L’avesse fatto prima in mezzoggiorno avremmo meno Ferrari finanziate gentilmente dalla UE e più occupazione (forse)
Quando sento parlare di “generare traffico”, da anni ormai mi viene in mente la scena iniziale di Jonny Stecchino… io e i ragazzi del team ci siamo abituati a mimarla, in risposta a chi ci chiede “come va il traffico sul sito?”. L’approccio da’ i suoi risultati.
sai che non me la ricordo? non è che l’hanno messa su youtube? ;-)
Ciao Max,
tiri in ballo troppo argomenti mi piacerebbe commentare ma ho poco tempo…
per dire diversamente dal solito, non la chiamerei bolla, hanno molte/troppe opportunità qui invece è demoralizzante.
a proposito dei 10m, io avevo letto questo su the alarm:clock, esemplificativo se mi passi il termine.
ho sempre pensato che il web2.0 possa essere una buona opportunita`, purche` il successo di una applicazione non sia vincolato all`acquisizione da parte di google & c. Una buona idea deve essere autosostenibile, se poi uno ti offre cifre da capogiro meglio ancora!
Per questo motivo abbiamo realizzato maiom.com scegliendo un modello di business che possa autosostenersi….speriamo bene!
ciao
Sandro, non mi sembra roba web… palline da golf e airbag per motociclette… e poi, hanno preso soldi per andarsene dall’Italia. bene :)
maiom è carino, anche se temo che in Italia gli utenti siano ancora troppo utenti1.0 per questo genere di siti. in bocca al lupo, comunque! :-)
I “Web 2.0 ‘exit strategy’” badge
Tra circa un mese e mezzo si svolgerà a San Francisco la terza conferenza dedicata al Web 2.0, un luogo favorevole ad una discussione, in termini pragmatici, sull’esistenza o meno di una “Bolla 2.0“.
Con l’affermazione definiti…
The “Web 2.0 ‘exit strategy’” badges
About a month and a half from now there will be in San Francisco the third conference dedicated to Web 2.0, a favorable location for a discussion, in pragmatic words, about the existence of not of a “Bubble 2.0“.
With the definitive affirma…