Dario Fo Sindaco di Milano

Ma quanti consensi sta raccogliendo il Premio Nobel ? Abbastanza per sconsigliare il team di Ferrante dal divulgare i sondaggi che pure hanno fatto, secondo questo articolo de Il Giorno.
primarie.gif
Sabato 21 gennaio, evento-spettacolo con Dario Fo ed Enzo Jannacci al Mazdapalace: biglietti.

13 gennaio 2006 -- 26 commenti

26 Commenti

  1. 1 Maurizio Goetz said at 13:29 on gennaio 13th, 2006:

    Dio ci scampi dall’avere un giullare per sindaco, per favore torniamo seri. E’ ovvio che se la Moratti e l’alternativa…..

  2. 2 Massimo Moruzzi said at 13:38 on gennaio 13th, 2006:

    perchè? quelli “seri” hanno risolto qualcosa in questi anni?

  3. 3 Enrico said at 15:09 on gennaio 13th, 2006:

    Ti prego, Dario Fo non può essere un sindaco nemmeno se danno anche il nobel per l’economia.

  4. 4 Ed said at 17:43 on gennaio 13th, 2006:

    Ci sono persone che di professione fanno altro, ma sono giullari.
    Ci sono persone che di professione fanno i giullari, ma sono altro.

  5. 5 Massimo Moruzzi said at 17:46 on gennaio 13th, 2006:

    ogni riferimento al presidente del consiglio è da considerarsi puramente casuale.

  6. 6 Antonio said at 18:36 on gennaio 13th, 2006:

    Certo che se uno ci fa un pensierino, il resoconto della riunione te lo fa passare in fretta: i ragazzi del Cantiere (derby) sono notoriamente tra i soggetti peggiori della scena antagonista milanese. Al centro di litigi futili e pretestuosi in occasione di iniziative come la MayDay parade. Versante milanese delle stracotte tute bianche venete.
    Perché appoggiarsi sempre al peggio?
    ciao

  7. 7 massj said at 20:09 on gennaio 13th, 2006:

    Non è vero che non ci sono sondaggi, per esempio è dell’espresso

  8. 8 massj said at 20:10 on gennaio 13th, 2006:

    ok bocciato in html :-D
    rifo:
    clicca qui per il sondaggio

  9. 9 Maurizio Goetz said at 23:25 on gennaio 13th, 2006:

    Sapete che cosa è l’effetto Ralph Nader? E’ il candidato che si presenta alle elezioni e che spesso riscuote alcuni consensi, ma non abbastanza da essere eletto, che tuttavia fa perdere voti al suo schieramento a causa della dispersione dei voti. Dario Fo è come Nader

  10. 10 Massimo Moruzzi said at 23:43 on gennaio 13th, 2006:

    no way.

  11. 11 Massimo Moruzzi said at 23:47 on gennaio 13th, 2006:

    Fo ha serie possibilità di farcela, Nader non ne aveva. Nader non avrebbe vinto neanche a San Francisco, dove di solito la gara per diventare sindaco è fra una lesbica e un nero gay…
    Piuttosto, Ferrante si sta suicidando non presentandosi mai agli incontri a cui viene invitato assieme agli altri tre possibili candidati del centro-sinistra. nel malaugurato caso in cui dovesse vincere le primarie, come fa a dire a chi ha votato per Fo, per Corridore o per la Milly… “e adesso voti per me” ?

  12. 12 Simone Brunozzi said at 13:49 on gennaio 14th, 2006:

    Ciao Massimo,
    che ne dici di questa paginetta di consigli per Dario Fo?
    Buon WE

  13. 13 Simone Brunozzi said at 13:50 on gennaio 14th, 2006:

    Ops, ho dimenticato http all’inizio:
    ecco il link corretto.
    Sorry.

  14. 14 Nico Guzzi said at 14:25 on gennaio 14th, 2006:

    Un buon politico può giungere anche da altri settori della società, di certo questo non è altro che il segno della debolezza e del mancato rinnovamento di chi fa politica di professione da anni

  15. 15 Maurizio Goetz said at 19:18 on gennaio 14th, 2006:

    Mi sembra di vedere una situazione in cui da una parte c’è uno schieramento abbastanza compatto che appoggia la Letizia Moratti e dall’altra una dispersione tra Ferrante, Fo e Milly Moratti. Non sono un esperto di politica e osservo il tutto dal punto di vista della comunicazione. Da una parte comunicazione di massa, dall’altra maggiore differenziazione. Sarà interessante capire quale sarà l’approccio di comunicazione vincente, indipendentemente dai programmi politici.

  16. 16 morbìn said at 21:16 on gennaio 14th, 2006:

    sarò di parte perchè ho conosciuto Davide Corritore e per di più offrendogli una consulenza per conto della ns. azienda (consulenza che per vari motivi non è andata in porto).
    dico due, oops, anzi tre cose:
    1) non mi preoccuperei dell’attuale divisione del centro sinistra perchè è tutta funzionale, giustamente, alle primarie. mi preoccuperei del fatto che il candidato che ha goduto in partenza di più consensi, perchè appoggiato dai partiti, è quel fantasma chiamato Ferrante.
    2) come linea di principio – anche dopo gli ultimi orrendi scandali finanziario/politici – eviterei di confermare il mio consenso agli svitati rappresentanti dei partiti di centro-sinistra. Fo è una via di mezzo… per me è troppo villanamente schierato
    3) Davide Corritore, se avesse avuto il tempo di presentarsi per bene a una vasta platea, sarebbe stato di gran lunga il candidato migliore. E’ una persona tranquilla, seria, più giovane della vetusta media e soprattutto competente. La mia seconda scelta è FO… che viva moruzzi quindi, once again
    : )

  17. 17 morbìn said at 21:24 on gennaio 14th, 2006:

    p.s.
    le buone idee di corritore le trovate qua

  18. 18 Massimo Moruzzi said at 22:01 on gennaio 14th, 2006:

    è il candidato di internet gratis per tutti in una città che ha forse ancora delle azioni fastweb, vero? (se sì, l’albertina si conferma un genio… mica furbo come i fondatori, che hanno venduto)

  19. 19 morbìn said at 15:04 on gennaio 15th, 2006:

    credo che il Comune di Milano sia ancora azionista di Atm. Pertanto… ciao

  20. 20 Massimo Moruzzi said at 17:03 on gennaio 15th, 2006:

    Aem, no?

  21. 21 Maurizio Goetz said at 09:09 on gennaio 16th, 2006:

    L’albertina chi?

  22. 22 Massimo Moruzzi said at 09:11 on gennaio 16th, 2006:

    il sindaco.

  23. 23 morbìn said at 10:59 on gennaio 16th, 2006:

    Ahem… Aem

  24. 24 Alt Blog said at 15:05 on gennaio 19th, 2006:

    Letizia Moratti sindaco di Milano

  25. 25 Massimo Moruzzi said at 14:20 on gennaio 21st, 2006:

    p.s. Golan, bel lavoro! :)

  26. 26 LAURA TUSSI said at 10:26 on luglio 25th, 2007:

    INTERVISTA CON IL MAESTRO DARIO FO
    Le favole dei fabulatori contro le storie dei potenti…
    di LAURA TUSSI
    Come colloca la Sua storia di formazione rispetto al personale impegno politico, sociale e culturale?
    Bisogna fare un salto. Da ragazzo vivevo in un paese che si chiama Portovaltravaglia nel quale vi sono un sacco di “fabulatori”…
    Dipingevo, così d’istinto, frequentavo l’accademia e il liceo e ho frequentato anche il politecnico senza finirlo…e a un certo punto ho deciso di recitare, ma così proprio per liberarmi da un’angoscia che avevo. Questa angoscia era determinata dal lavoro che stavo svolgendo in quel momento. Facevo il tirapiedi, ossia chi realizza i progetti per gli architetti. Mi sono accorto che c’era del marcio e ho deciso di provare a fare l’attore per liberarmi da questa angoscia che mi era venuta. E di lì è partita questa mia carriera, questa mia vita. La base era quella della satira perché i “fabulatori” raccontano sempre in forma satirica. L’impegno politico era determinato dal fatto che sentivo proprio nel dopoguerra soprattutto, questa importanza di agire, di dire la verità… venivamo dal fascismo che era tutta una menzogna, retorica. Allora capovolgere la situazione in cui stavamo culturalmente, era necessario per trovare una forma di cultura alternativa soprattutto nel senso della collettività, della solidarietà…e da qui lanciare invettive contro coloro che mentono, che corrompono, che raccontano “storie” è stato inevitabile ed ho continuato così. Poi ho trovato Franca, Franca è davvero importante perché è una donna che ha sempre portato avanti un certo impegno politico straordinario, anche sociale, civile, morale e umano.
    Come può il centro sinistra far fronte alle nuove ed incombenti sfide dettate da una società e da un mondo sempre più globalizzanti, segnati da diversità multiculturali e dalla coesistenza di variegate culture e differenti modi di essere e di pensare?
    Il centrosinistra sta vivendo attualmente un momento difficile, anche perché non decide ancora di cambiare modo di fare politica. Il centrosinistra sta aspettando le situazioni e cerca di cavalcarle, vive di rimessa e non di azione diretta e questo naturalmente produce grossi guai. Per quanto mi riguarda vedo il mio essere entrato in politica in questi giorni, questa mia gara che sto conducendo, le primarie, un intervento positivo, innovativo, per riuscire a diventare colui che dovrà porsi in qualità di sindaco. Trovo che il centrosinistra abbia scelto un candidato che dia tranquillità, che abbia una credibilità per il fatto che viene dalla polizia, rappresenta l’ordine, è l’ex prefetto, ma non ha un programma di trasformazione della città, di cambiamento delle abitudini, una vera e propria strategia di rivoluzione sul piano della conduzione del traffico, del problema dell’atmosfera, delle questioni di quali propellenti usare, la trasformazione della planimetria della città, la coscienza che la città diventi nella sua periferia una sequenza di isole attive e soprattutto che abbiano un’autonomia, vale a dire l’idea di una metropoli, con un centro legittimo, ma con delle periferie che non si riducano a ghetti abbandonati o sovraffollati. Mi sono offerto al centrosinistra, ma ho notato subito che non aveva nessuna intenzione di scegliere un personaggio come il mio, perché aveva bisogno di accattivarsi la borghesia tranquilla, la borghesia che conta, il potere e i moderati. Infatti mi sono presentato anche sul mio sito come “non moderato”. Con i moderati non si va avanti, si rimane sempre in una stasi, in una semitranquillità, in verità i moderati sono coloro che frenano ogni espressione di trasformazione della società, di tensione dal basso. Esiste tutta un’area di giovani con l’ondata di Nanni Moretti che per fortuna crede nei non moderati… Moretti disse “con quella gente là non arriverete mai al potere” e se ci si arriva, si arriva ad un potere blando, di connivenze e di corruzioni, per esempio con l’Unipol che si pone sullo stesso piano dei ladroni antichi che cercano di far cassetta e dietro si trovano politici, non sono isolati, non c’è un capro espiatorio, è coinvolta quasi tutta la direzione dei democratici di sinistra…
    Le ultime guerre in medio oriente fanno intravedere diverse tipologie di dittatura capitalista. Quali ne sono le caratteristiche e le negatività più salienti?
    Queste nazioni sono governate da dei regnanti che oltretutto adesso hanno il petrolio e quindi impongono la loro forza e potenza, appoggiati dall’America, quasi sempre, che poi ogni tanto si ricorda che esiste la democrazia, quando questi personaggi non sono più utili o sono dannosi alla propria conduzione. Quindi il problema è togliere questa logica a cui devono pensare anche gli americani oltre che gli europei.
    La Shoah ha precipitato l’umanità verso un abietto declino. Cosa occorre attualmente per esorcizzare ogni spettro di genocidio, stillicidio, di conflitto armato e di negazione di ogni tipologia di diversità all’interno del tessuto sociale? Esistono strategie politiche certe e determinate da parte dei partiti progressisti per far fronte a queste terribili evenienze?
    Quando si è creato lo Stato di Israele, l’Inghilterra addirittura sovvenzionava gli arabi perché bloccassero l’arrivo degli ebrei, perché non volevano creare un altro stato che avrebbe chiesto l’indipendenza e non avrebbe più potuto dominare il territorio come voleva. In seguito, a un certo punto, come tutto il mondo europeo e gli americani, l’Inghilterra si è messa ad appoggiare la nascita d’Israele. Israele ha vinto la battaglia contro gli arabi, contro i musulmani, però è andato oltre, non si è fermato solo a fare la pace, a rispettare il regolamento, a stabilire dei confini, a cercare di avere una terra, permettendo però anche agli altri di averla. Invece si sono verificati degli atti di autentica sopraffazione. Tutta la ragione delle violenze che si susseguono una dopo l’altra e questo essere così sragionevoli da pretendere di risolvere tutto con la forza, naturalmente tutto questo ha creato reazioni a catena che hanno portato alla nostra attualità. Adesso sembra che Israele sia sulla via della ragione e stia accettando di restituire ai palestinesi una terra e di farli vivere con un minimo di dignità. Sarà una via lunghissima perché intanto si è creato un fronte grandissimo contro gli ebrei, contro lo stato di Israele, perché lo si vede come punta dominante e mano militare degli americani, i quali sostengono quegli stessi regimi che danno loro vantaggio soprattutto per l’estrazione del petrolio.
    Quanto la Shoah è figlia del Cristianesimo?
    Cosa hanno combinato i cristiani in Arabia? E in tutto l’Islam? Vi erano sottesi interessi di mercato di ricchezze in guerre che di religioso ammantavano solo pretesti, come il pretesto di liberare il santo sepolcro. San Francesco tornando dalla Palestina disse “credevo di dovere incitare i musulmani a fare la pace, ma ho visto che il vero problema sono i cristiani”.
    LAURA TUSSI


Inserisci un commento