Francesco Fortugno

Per un Paese che cambia, un Paese che non cambia mai, con i suoi Ponti di Messina e i suoi orrendi omicidi mafiosi. Seguo Beppe, la giornata di oggi è dedicata a Francesco Fortugno.
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17 ottobre 2005 -- 8 commenti

8 Commenti

  1. 1 ugo said at 12:45 on ottobre 17th, 2005:

    dedicata? ma avete la più pallida idea di chi fosse?

  2. 2 Massimo Moruzzi said at 12:51 on ottobre 17th, 2005:

    no. ma di solito quelli che fanno fuori sono quelli perbene.

  3. 3 morbìn said at 13:19 on ottobre 17th, 2005:

    importa poco, alla fine, se era una persona per bene o no.
    importa che un vice-presidente di un consiglio regionale sia ammazzato all’entrata del seggio per votare alle primarie.
    un segnale mafioso… se è un segnale mafioso tra cosche (che implica il coinvolgimento nella malavita dell’unione) o da una cosca verso una persona perbene, è comunque grave.

  4. 4 gm said at 13:23 on ottobre 17th, 2005:

    Francesco era una persona perbene, senza macchia, impegnato nel sindacato, nel proprio lavoro e ora in politica. Rimane grave che in alcune zone d’Italia fare il proprio dovere in maniera onesta si rischia la morte….

  5. 5 ugo said at 14:38 on ottobre 17th, 2005:

    ah sì?
    mah, in calabria non è proprio così banale.
    però pensatela un pò come vi pare.

  6. 6 Massimo Moruzzi said at 14:56 on ottobre 17th, 2005:

    con quale dei tre commenti sopra ce l’hai? spiegaci, se vuoi.

  7. 7 lucio said at 18:08 on ottobre 18th, 2005:

    beh ugo, dopo due volte che metti in dubbio l’onesta’ di una persona uccisa dalla ‘ndrangheta, almeno di’ perche’…
    anche dopo l’uccisione di Salvo Lima tutti parlarono di martirio ecc… sappiamo quello che fu, ma non si puo’ generalizzare.
    Per adesso ne parlano veramente come di una persona coraggiosa e pulitissima… se devi mettere in dubbio qualcosa fallo in maniera chiara

  8. 8 roberto said at 14:48 on ottobre 19th, 2005:

    Finchè in Calabria ci sarà “l’aureola” dell’impunità intesa come assoluta certezza che nessuno pagherà perr qualsivoglia crimine, non cambierà nulla.
    Molti Comuni della Locride e non solo, sono “retti” da “cricche” mafiose che “benedicono” solo i malavitosi e questa è una situazione che i Prefetti delle provincie calabresi ben conoscono e che ora dopo un ennesimo fatto di sangue – stavolta eccellente- torna a far capolino.
    Le colpe : – Nessuno nasce o vuol fare l’eroe – io imputo alla classe politica di aver spesso bevuto nel calice dei e con i malavitosi, la magistratura si vi sono per la maggior parte solo magistrati di prima nomina che appena possono – forse giustamente – scappano e quelli che ci sono hanno un enorme carico di lavoro “ovvero andrebbero più controllati” ecc.ecc.
    La Chiesa, la Scuola dovrebbero fare la loro parte nel educare – o forse rieducare – il tessuto giovanile.
    Altro aspetto è l’enorme tasso di disoccupazione ove la vera occupazione è data dalla criminalità organizzata.
    Ma questi discorsi tutti sono ORMAI CICLICI.


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