Quando ??
Sarà un bel giorno, quando Google comprerà qualcosa di Made in Italy che non sia un bel paio di scarpe o una cravatta di Marinella per i fondatori. Per l’italiano medio che pensa che in Brasile ci sia solo calcio e figa (e non anche il leader mondiale negli aeroplani di piccole dimensioni, ad esempio), segnalo che Google ha appena comprato una società brasiliana di search, tale Akwan.
21 luglio 2005 -- 6 commenti

hai proprio ragione, noi siamo indietro su tuttto, anche sui luoghi comuni, pensiamo che gli spagnoli facciano la siesta, invece lavorano più di noi, che i brasiliani giochino al calcio e ballino il samba e invece stanno creando un’industria che esporta, pensiamo che i cinesi producano prodotti cheap, mentre esportano anche high tech e infine che siamo i migliori al mondo sui prodotti moda, quando Sud Africa e Turchia hanno stilisti emergenti davvero interessanti. Siamo veramente messi male, purtroppo.
Esistono luoghi in cui il tempo sembra fermarsi.
Esisono uomini che sanno fermarsi quando è il tempo di scegliere.
Uomini che danno importanza al particolare che li rende unici.
Uomini per cui lo stile diviene un modo di relazionarsi con il mondo.
A questi uomini gli oggetti riescono a raccontare la propia storia,
a tramandare la memoria di re e presidenti, di scrittori e attori, di artisti
e nobili. Perché il vero valore delle cose è nella tradizione che
trasmettono, nell’eleganza che interpretano. Ora come allora.
- dal sito di Marinella. stanno parlando dell’Italia, chiaramente :-(
Mettendoti nei panni di Schmidt cosa ti compreresti in Italia?
Io farei un pensierino a http://www.latele.it . Cercavo qualcosa di simile per i canali inglesi o francesi ma l’interfaccia di quel sito mi sembra la migliore mai realizzata per i programmi televisivi.
Altre proposte?
ci sto lavorando ,-)))
Per creare una webcompany che sia un reale valore aggiunto occorre crearlo, questo valore aggiunto.
Oggi putroppo l’italia è la patria dei siti web fatti dai “cugini” dove ci si limita a fare vetrine, pubblicizzare cose di altri e campare di affiliations. Poi ci sono portali e portalini ricchi di contenuti (spesso presi da altri) ma con una tecnlogia minimale.
Non mi pare di aver visto -correggetemi se sbaglio- hangar pieni di sviluppatori ma al limite fattorie piene di creativi o supposti tali (vedi Etree)
l’Italia è il paese dei portali…