MonClick
Ma quanto sta spendendo Monclick? Milioni. E c’è chi dice che fanno bene. Fanno brand ;-)
Se costoro sono gli stessi che sono contrari al cost-per-action su Internet, li possiamo catalogare in modo molto semplice: appartengono al girone degli spendaccioni. Solo che prima o poi finirà – e anzi su Internet i giorni delle vacche grasse di MonClick potrebbero non iniziare neppure.
Diciamo che con Linus hanno speso 3 milioni – e finiranno forse per fare 3 mila clienti, a mille euro l’uno. E un sacco di brand, certo. Quando inizieranno a spendere su Internet, inizieranno a fare i braccini corti. Se l’obiettivo era 50 euro a cliente, su Internet ne devo spendere solo 10…
E non è vero che solo perchè ti pago a risultato sono una fregatura. Match.com in generale si muove a revenue sharing – anche con MSN. Parship, idem. Come pure molti siti di scommesse.
E rendono bene. Il problema di Internet è culturale. Troppo spesso, visto che posso tracciare, voglio spremere. Visto che ho buttato i soldi nel cesso altrove, ora devo tirare la cinghia.
Ma ho fatto branding. Con la pubblicità alla fermata degli autobus, quando a Milano i mezzi pubblici ormai li prendono quasi solo gli studenti, le sciure che vanno a fare la spesa e parlano in milanese e gli extracomunitari. O avrei potuto fare branding, offrendo un programma di affiliazione e tool per i webmaster e un blog e altro come non si erano mai visti prima. E’ questione di scelte.

Tratto da comunicato stampa di Admaiora (la società che hanno scelto per promuoversi su motori di ricerca):
“La campagna sarà articolata su strumenti pubblicitari online di forte impatto, in aggiunta ai servizi di visibilità sui motori di ricerca (ottimizzazione e keyword advertising), per un investimento complessivo, per il 2005, di circa 510 mila Euro, pari a circa il 20 per cento dell’intero budget pubblicitario.”
Quindi hanno messo a budget per la comunizione oltre 2.5 milioni di euro. Tenuto conto dei bassi margini nel settore in cui lavorano devono fatturare oltre 100 milioni di euro in un paio d’anni…auguri…
sul fatto che su internet sia considerato un canale da spremere poichè in TV mi hanno fottuto d’accordissimo..potrei farti un elenco di clienti…una volta mi hanno offerto 200 euro per 50.000 invii …gli ho riso in faccio…
D’accordo con voi. Se avessi a disposizione 2 milioni di Euro di budget per la promozione di un sito di e-commerce, li “butterei” tutti in Rete. Un orgasmo pubblicitario, insomma. :-)
beh, potrei decidere di domandare agli attori dei comparatori e dei portali di fare cartello.. 1 a click! ;) altro che cpa.. non ci stanno? vabbene.. mi dicano lor signori il costo a contatto (e conversione in vendita) del loro battage pubblicitario su strada. a chi serve? al mercato azionario per il titolo di esprinet?
Giuseppe, sono daccordo con te che la quota di budget per l’online da assegnare alla Rete per un sito di e-commerce potrebbe essere + alta del 20%. Però va constatato che: a) la propensione all’acquisto online in Italia è bassina e trovo corretto lavorare offline sul brand che, non lo dimentichiamo, è totalmente nuovo; b) il 20% non è malvagio per la campagna di lancio (conosco pochissimi casi di budget di questa entità e con questa quota x l’online) e non è escluso che possa aumentare.
Noi pianificheremo attività online sia “click oriented” che “brand oriented”; anche per queste ultime verrà valutata l’efficacia (ricordo, associazione ai valori, comparazione con brand competitor, ecc.). Da uno che ha un’azienda che fa principalmente search marketing può sembrar strano, ma ritengo che è fondamentale spendere denari anche sul brand specie, ribadisco, nel caso di nuovo brand.
Un mesetto fa Yahoo! ha divulgato una ricerca (sorry, non trovo il link) che riporta come l’online display ads aumentano il numero di click agli spnsored links del 61%
si Mauro, concordo con te per la parte di pianificazione online che determini su click e brand oriented. pero’ tutti quelli che operano nell online da ormai piu’ di 5 anni, e tutti gli operatori di ecommerce si domandano realmente che senso abbia lo spreco di investimento in comunicazione nemmeno mirata agendo con un testimonial che fa leva su target non esattamente “spender”… (e peraltro ora legato anche a brand piu’ grosso come 3).
quel che personalmente mi domando io e’ invece proprio il costo a contatto, e come mai un soggetto come esprinet a questo punto non si fosse interessato di piu’ in fase di pianificazione del budget ai result di IAB o similari. La cosa assurda non e’ tanto la quota di investimenti on line delle varie aziende.. che per carita’, fosse per quello e fossero tutti i big spender come esprinet il mercato italia sull’online sarebbe ben piu’ contento, ma quanto l’esigenza da parte di un attore puro b2c ad investire così tanto in esterna e cartacea in maniera così battuta.. con il risultato che si ricordano di monclick per vederlo alle pensiline solo quelli che gia’ sono online. La comunicazione non fa leva sui plus per cui dovrei sceglierlo.. (consegna al sabato, al piano..modalita’ di pagamento etc…) ma fa leva sul fatto che un dj comperi lì? mah. soprattutto quel che appunto mi domando e’ l’efficacia in termini di costo opportunita’ di un operazione del genere. Fosse computer discount che ha anche una rete fisica capisco. ma il cluster che vai a colpire fra panorama, espresso, pensiline e tram sinceramente e’ quanto di piu’ dispersivo si possa pensare. rumors mi dicono che il primo mese fatturato non sia niente di stratosferico. il traffico sul sito me la dice molto simile. e sono stra sicuro che i discorsi da merchant attento alla conversione visite/vendite..costo per contatto etc… sara’ il tema caldo di ogni loro contrattazione di spazi sui vari canali da natale in poi, quando tutti i flight saranno usciti e inizieranno a fare i conti con il break even.
2ndo me stanno rischiando di scottarsi. non sono expedia che i propri cluster li trova realmente offline e se li porta online. sono un b2c. sembra che il passato non serva mai a nulla. flashmall.. chl.?
Nemmeno io capisco tutto il battage pubblicitario offline che sta facendo monclick, né condivido la scelta del testimonial, ma effettivamente un 20% di budget complessivo dedicato all’online non è comunque pochissimo.
Certo, da un punto di vista di efficienza del planning e di ottimizzazione del ROI forse non è lo split migliore, ma bisogna pur semre fare brand (ma su che target?!) e sono d’accordissimo con Mauro quando cita la ricerca di Yahoo; nella mia esperienza anche le attività offline possono trainare moltissime ricerche sui motori e conseguenti link su adwords e listings…
Altro elemento che mi lascia perplessa: il sito. A voi piace? Che sensazioni vi comunica? E’ usabile? La mia prima impressione non è stata ottima, devo dire; troppe cose che lampeggiano e un layout che averi preferito più pulito…
Effettivamente il sito genera un po’ di confusione…offerte speciali..banner…sconti…forse è necessario “pulirlo un po’”…
Mi incuriosisce il fatto che, un città come bologna (magari mi è sfuggita), sembra essere stata ignorata dalla campagna…
il sito non e’ maluccio… e’ orrendo! migliaia di cose che lampeggiano e vogliono attirare la mia attenzione… contemporaneamente! e non manca neanche il virtual tour in flash… Hey, a me serve qualcosa… dove sono le mio opzioni di ricerca? e non avete un box di ricerca testuale in home page? seleziono la categoria Fotografia e mi presentano un elenco di brand (!) e che ne so io… voglio scegliere subito per fascia di prezzo, per caratteristiche della memoria, della lente.. I’M A MONKEY… WHERE’S THE BANANA? per dirla con Godin. Auguri, cmq.
-sito orrendo, concordo.
-il 20% sull’online non è malaccio? per un sito di ecommerce, dici? a naso 20 offline e 80 online sarebbe stato meglio.
-infine, due parole sull’efficacia dei display ads nel generare click agli sponsored ads sui motori: (a)parliamo di display ads su Internet, non alla fermata del tram, vero? e (b)Se mi facessero aumentare la conversion del 61%, sarei ben felice. Ma è davvero così positivo che mi facciano aumentare il clickrate del 61% – quando pago ogni click?
Alcuni dati sul progetto MONCLICK (Fonte repubblica)
Nellottica, appunto, di dare una mano al fatturato (e alla quota di mercato), il gruppo ha di recente lanciato il portale monclick.it, che questanno dovrebbe generare un fatturato attorno ai 20 milioni, per raddoppiare a 40 nel 2006
Se poi qualcuno di Esprinet volesse dir qualcosa è il benvenuto.. ma va bene se interviene Linus
20 milioni di euro di fatturato in 8 mesi nel 2005 (2.5 al mese) e poi solo 40 milioni in tutto il 2006 (3.33 al mese) ? OK, al solito: numeri sparati a caso.
Hai presente quando ti chiedono i dati di previsione e inizi a giocare con excell….non ditemi che nessuno di voi lo hai mai fatto…
beh, non hanno poi giocato molto. hanno raddoppiato per il 2006 il fatturato che si sognano nel 2005…
chissà cosa si aspettano nel 2007 …io dico 80…..
D’accordo con voi sulla scarsa usabilità del sito: erano anni (fine Novanta, direi) che non si vedevano siti così lampeggianti (allora impazzava il blink di Netscape, ignorato da MSIE). Mi stupisce la posizione di Mauro, ma sono felice che sia intervenuto. Riguardo ad Aghenor: nemmeno Roma è granché toccata. Anzi, direi per nulla: comincio a sospettare che abbiano speso tutto a Milano. :-?
Una domanda… ma secondo voi perchè nei business plan a 3 anni tutte le cose “belle” succedono sempre nel secondo e nel terzo anno?
Non riesco proprio a capire :-)
Tornando al progetto Monclick.it io non sarei così drastico nelle critiche, trovo più giusto farsi delle domande sulla strategia che sull’esecuzione, e sono abbastanza d’accordo con Mauro sulla bontà dell’investimento sul marchio dal momento che è del tutto nuovo.
Pur non conoscendo le strategie di Monclick sull’offline, mi pare che Milano-città faccia da sola oltre un terzo di tutta la spesa e-commerce in Italia. Odio i “mi pare” ;-) ma ricordo solo di aver memorizzao questa info da una fonte affidabile (eh l’età…). Qualcuno ha modo di confermare o smentire?
ammiro le vostre piacevoli conversazioni ma mi permetto di segnalare un paio di link che forse potranno fare un po’ di luce su Monclic e su Esprinet (che e’ una societa’ quotata in Borsa nonche’ il distributore It piu’ importante d’Italia)
http://www.01net.it/01NET/HP/0,1254,2_ART_61301,00.html
e questo
http://www.01net.it/01NET/HP/0,1254,2_ART_61291,00.html
Tratto dall’articolo…
La campagna prevede in una prima fase affissioni e pubblicità on line, nel periodo agosto-settembre messaggi radiofonici e sotto Natale pubblicità televisiva su reti Mediaset.Per il primo anno è prevista una perdita operativa di due milioni di euro
Ci mancava la pubblicità in TV..
No comment…
io ricordo Milano e Lombardia 35% circa – ma anche la mia, di memoria…
d’accordo con massimo. 80 online 20 % ha molto piu’ senso. d’altronde sarebbe difficile spendere tutti quie soldi (bene) solo online ;)
Sul branding… questione di scelte. Ma “l’investimento sulbrand” ne ha fatte di vittime… g.
totopanettone? a dicembre o stappano lo champagne o vanno a casa con una voragine. gli ordini sono esigui per ora, giugno può avvantaggiarsi delle ulteriori campagne di presenza, a luglio il mercato dell’online classicamente inizia a chiudere baracca e burattini. Ad agosto vanno in vacanza e non c’è cash flow investito in tanta elettronica (si pensa alle ferie alla scuola al rientro e il consumo rateale lo si attende per gli acquisti di natale). A settembre il mercato taglia ancora corto. forse forse può sperare sul rush di 1/2 ottobre fino a fine novembre e 1/2 dicembre.
Ma dalle cifre lanciate in pasto ai giornalisti dovreste tutti imparare a prendere le distanze. Si vocifera abbiano chiuso il primo mese con meno di mezzo milione di euro fatturato, sui prossimi a venire non giurerei in cifre più elevate. L’acquirente su internet non acquista tutti i giorni e non è l’acquirente da supermarket. Se va bene funziona il passa parola, ma su internet (e come vendor/merchant ne ho fatta di esperienza), la distanza tra me ed il mio concorrente è un click, un click su adwords, per poi passare a kelkoo o trovaprezzi.. o tornare su google e cercare ancora… Conta anche la qualità del servizio, ma conta anche il prezzo, ed il branding, che non nasce da cartelloni o non solo. Il motivo per cui vedete affissioni solo su milano e presenza stampa specializzata risiede nella loro logistica, che non è affidata a dhl o chi, è proprio loro. Spedisci a nocera inferiore un modem da 30…. ecco la scelta di giornali e la speranza di vendere prodotti con ticket elevato. I loro prezzi? Specchietti per le allodole su pochi prodotti, peggio dei flyer di mediaworld. Il loro team? Gente valida e professionale del mondo della distribuzione, zero competenze web (se non sul canale) e staff internet tirato su alla buona (gente alle prime armi presso altri merchant presa ed elevata a generale sul campo). Non c’è usabilità, non c’è profondità di ricerca. Non hanno tenuto conto dei player già presenti e si sono sentiti forti della posizione di leader della distribuzione. Molti loro clienti operavano già sul canale internet. Alcuni clienti della gdo e gds (MM) si sono già rivoltati sui vendor e sono pronti con una concorrenza spietata, tagliando non solo esprinet, ma anche lottando sul prezzo. Tempi magri. Per natale aspettatevi ottime offerte. Magari anche da loro, che dovranno fare in un modo o l’altro cashflow. Ma i tempi migliori (sempre per il consumatore) sono alle porte. Esprinet sostiene di aver aperto alla strategia b2c per prevenire operazioni di vendita diretta dei vendor sul canale. vero. Un Canon per esempio, già fa distribuzione diretta splittando i canali di distribuzione prodotti tra Special retailer (MW; Unieuro; EURONICS; Negozianti e b2c) e Mass retailer. Ha sempre meno bisogno dei punti di intermediazione che sono passaggi di costo aggiunto sul prodotto. I vendor cercano di saltare passaggi per snellire la catena. I passaggi intermedi scendono verso l’utente finale. Oggi e’ esprinet. A breve potrebbe essere Techdata o altri soggetti che per voi che vivete di web dicono poco, per chi vive di b2b o b2c dicono molto..
interessante, k.
per g. – puoi scommetterci! Senza ironia alcuna, investire bene l’80% di un budget del genere solo online è molto, molto difficile. Direi quasi impossibile, se consideri che 2 milioni di euro sono difficili da investire online in un anno anche per un sito di dating, settore in cui comunque la concorrenza è minore (solo tre nomi molto grandi, per ora) e i margini del 100% e non del 5-10%, visto che vendi un servizio immateriale. Investirli con profitto offline, d’altro canto, è semplicemente impossibile. In un certo senso, quindi, mi sento di dire che hanno fatto una scelta razionale ;-)
Hanno ragione chi qui non si sofferma sulla pianificazione pubblicitaria, credo che il mix on line off line non sia in discussione, quanto le prospettive di ritorno sull’investimento, ma su questo solo il tempo potrà rispondere visto che ci mancano molte informazioni per dare un giudizio. Non ho ancora avuto modo di visitare con attenzione il sito, vedremo se anche la customer care e la usability saranno all’altezza e proporzionate all’investimento pubblicitario
A me ricorda molto da vicino il caso Flashmall. Pubblicità ovunque e poi…puff!
E’ proprio vero quello che diceva Manzoni: la storia ci insegna che la storia non ci insegna nulla!
Mauro, io non discuto sul fatto di fare promozione brand oriented per un marchio nuovo, ma sulla modalità.
Il messaggio non fa capire bene cosa vende l’azienda (al massimo lo si può dedurre dalle immagini) e soprattutto non crea nessuna relazione, non stimola a visitare il sito, a registrarsi e figuriamoci ad acquistare. E il valore differenziale? Questa pubblicità si è talmente incentrata sul testimonial che ha perso di vista tutto il resto. Avevano l’opportunità di far capire cos’hanno più di altri, per ora l’hanno persa.
Il grosso problema nei negozi on line di questo tipo è il superamento dello scoglio del “primo acquisto”. Il vero investimento dovrebbe essere fatto sul ‘sedurre’ le persone a comprare la prima volta e ad entrare in relazione con l’azienda. Non a portare utenti sul sito.
e tantomeno a far vedere in giro la bella faccia di Linus. A guardare le pubblicità, mi verrebbe da dire che dovrebbero dividere a metà le spese perchè quelle pubblicità vanno a beneficio forse più di Linus che non di Monclick…
sono d’accordo con Maurizio, tutti quei soldi – diciamo l’80% del budget – li avrebbero dovuti spendere per avere una visibilità incredibile su Internet e per “sedurre” il traffico portato sul sito a fare il primo acquisto con ottimi prezzi e una perdita sotto controllo, aka un “investimento”. Per come stanno spendendo, invece, secondo me stanno solo giocando una mano di poker…
Concordo pienamente con Massimo e Maurizio. Sembra tutto da copione anni 90. Sito orribile, confusionario, poco usabile, con un sistema di ricerca poco chiaro; che adotta una tecnologia ASP poco intelligente (l’esperienza positiva di Kelkoo non ha insegnato nulla?) che non consente di ottenere una buona indicizzazione sui motori. Mi perdoni Lupi, ma mi auguro che i soldini che saranno investiti in search marketing non saranno spesi in ottimizzazioni blande (del genere admaiora che non risulta visibile se non con i link a pagamento) e in doorways page! Perchè, da quello che vedo, sembra che le tecniche che vi ostinate ad applicare siano ancora queste, vecchie di anni e peraltro vietate. Poi non ci lamentiamo dello spam sui motori!!
Sono commenti come quelli di Franco che sembrano dar ragione ai detrattore della partecipazione di manager e aziende alle conversazioni dei mercati che Cluetrain insegna. Se non fossi intervenuto, non ci sarebbe stato il puntuale commento anonimo che va a sindacare l’operato di un’azienda, peraltro diversa da quella oggetto del post. Io mi ostino a credere che la conversazione sia sempre la soluzione migliore, anche perché solo chi ha argomenti validi avrà sempre qualcosa da dire.
Non è questo il momento per dimostrare la validità di servizi erogati da una delle più grandi agenzie SEM in Europa (a me basta la fiducia delle più grandi aziende italiane). Però espressioni come “ottimizzaizoni blande” è qualcosa di totalmente soggettivo, basato solo sulla facilità con la quale si può scrivere qualsiasi cosa in un commento, e dalla disponibilità di un’azienda a interagire con chiunque. A patto che il gioco sia serio. Se giochiamo a chi dice la cattiveria gratuita più grande, non ci guadagna nessuno. Ed il risultato è che le conversazioni professionali, costruttive, rispettose dell’altrui lavoro, andranno da altre parti.
Scusate l’off-topic.
“anche perché solo chi ha argomenti validi avrà sempre qualcosa da dire”
beh, non so chi sia franco, ma sinceramente concordo con la lontananza del progetto costruito con modalità e tecniche che sono cio’ che di piu’ lontano possa esistere dall’indicizzazione. La cosa curiosa che mi capita di notare ultimamente, e’ che i nuovi progetti nascenti come monclick, o come portali alla leonardo.it, ma anche restyle di realtà storiche come mrprice, invece di fare memoria di cio’ che oggi il mercato permette (senza i giochini alla shopping.misterprice.it), di cio’ che oggi il mercato offre, si chiudono a riccio in brainstorming (diversi dal brainsailing alla DeBono o Seth Godin) vecchi di anni. Mah. E’ un reale peccato. Il che come logica conseguenza mi fa capire tante cose, che in ogni caso non trovano spazio qui per essere sviscerate e sono relative alla miopia intellettuale del mercato italia a fronte della lungimiranza di altri mercati più emergenti del ns. E se taccio e’ anche perche’ sarebbe facile poi dirmi che dovrei guardare più intensamente nel mio giardino, che purtroppo non ha nemmeno fondi per acquistare i semi, figuriamoci i fiori. Ad ogni modo. . la miopia italiana sul web e’ secondo me, quantomeno nel mercato ecommerce, veramente fulminante.. chi vivra’ vedra’. Concordo con k. e con altre voci del coro. Sara’ una mano di poker che non fara’ bene a nessuno..
Visto che avete citato Flashmall, che ne dite di citare l’esempio opposto (100% online), ossia Banca Primavera?
io non ne so assolutamente nulla, ma a naso se hanno fatto 100% online e hanno fatto un flop enorme, i casi sono due: o non avevano nessuna idea di come investire online, o il servizio faceva pena – o entrambe le cose.
:) il risultato di un solo post e’ questo.. e la dice proprio lunga su cio’ che dicevo pocanzi sui lavori di strutturazione di una platform b2c:
MONCLICK
ovvero come cercare monclick sui motori di ricerca clicca qui sotto
Monclick
Yahoo! Italia al momento mi dà addirittura come primo risultato…
Per rispondere a Massimo: avevano lo stesso centro media che avevi reclutato tu, quindi uno dei pochissimi che all’epoca fosse in grado di suggerire investimenti sensati. erano anche una banca online (e offline) con un’offerta abbastanza vantaggiosa. Hanno scommesso tutto sul web, senza fare errori significativi, e hanno perso. Questi sono i fatti, non li commento perchè scrivere dal palmare, mentre sei in vacanza in australia, è scomodo :-)
Per maggiori info, cerca una vecchia copertina di Netforum (“la primavera dell’advertising online”)
Ciao Paolo, buona vacanza, innanzitutto. e divertiti e riposati! :-)
Banca online e offline? come WeBank? con un servizio paragonabile?
Hanno perso perchè una banca non la si riesce a promuovere solo online – bisogna anche, ad esempio, regalare caffé e brioche a chi apre il conto, come hanno fatto quelli – peraltro per il resto molto bravi – di WeBank? Really?
Anch’io sono rimasto stupito del lancio di un’iniziativa del genere. Ma visto l’interesse suscitato da MONCLICK (una valanga di commenti qui e in altri siti), il loro partire ‘generico’ ha avuto un effetto. in molti sono andati a vedere di che si trattava e hanno voluto dare un commento.
Si ritorna a parlare di on line dopo tanto tempo (nn qui ovviamente….).
Ho letto i post sopra, ho trovato diversi aspetti condivisibili, altri meno. Esempio: chi dice che i margini vanno tra il 5 e il 10% spara cifre a caso! A parte che nn si capisce di che margine parla (immagino, il primo margine), se fosse così, ti posso dire che la distribuzione b2b viaggia con primo margine (i migliori) tra il 7 e l’8%. Nel b2c i margini sono a due cifre. Quindi chi ha sproloquiato sopra, non era evidentemente preparato.
Peraltro, sono d’accordo sul fatto che il sito è confusionario, se non lo migliorano perdono un’opportunità.
Sulla pianificazione: visti i recenti casi, non è male, potendolo fare, dare carne e sangue ad una realtà totalmente virtuale, mettendoci pure la faccia di un personaggio noto, giovane (a 47 anni) e tutto sommato considerato intelligente.
Dopodichè è giusto dire che è anche una mano di poker, c’è sempre un rischio.
Sulla pianificazione: i dati di eurisko dicono che al nord si concentra il 51% degli acquisti on line. con un budget di 2 milioni e rotti (contro i 25 di mediaworld) è ragionevole che abbiano fatto delle scelte, quindi abbiano privilegiato alcune città piuttosto che altre.
Vedo che sull’on line l’adv è spinta sulle offerte: se fanno prezzi buoni vanno da qualche parte, altrimenti tanti saluti.
Ciao!
PS: voi proseguite pure a discutere, qualcuno intanto
implementa :-)
vorrei avere info sulla “rete del Valore di Internet” per Monclick perchè sto facendo un progetto chi mi aiuta….
Qualcuno implementa ma gli altri player non stanno a guardare… ecco maintstore cosa ti sta facendo con il più grande gruppo bancario italiano : http://intesa.maintstore.com/Home.aspx