da oggi l’Italia è no smoking (ma si dice “non smoking”)

No, non l’ha detto Biscardi al Processo. L’ha scritto Repubblica. In prima pagina. Ora, va bene che questo è un Paese dove ogni tanto si sente dire non comment e dove si sentiva – già, una volta – dire par condiscion, ma io mi aspetterei che Repubblica fosse un po’ meglio di certi elementi. Visto che in inglese si dice a non smoking restaurant e a non profit organisation e visto che anche in italiano le non-governmental organizations sono le organizzazioni non governative e non le organizzazioni no governative, non vedo perchè si dovrebbe dire che l’Italia è un Paese no smoking o che Emergency è una organizzazione no profit. O sbaglio?


Ma andiamo avanti. In prima pagina, Federico Rampini ci parla di Quel paradiso chiamato Cina. Ok, paradiso con le virgolette. Ma dov’era Rampini ai tempi di Piazza Tienammen? Io ero in seconda scientifico, in un Liceo Statale. Mi ero sorbito due anni in cui, tutti i sabati in cui non pioveva o non faceva troppo freddo, i rappresentanti sinistrorsi degli studenti – quelli brutti e con la tovaglia bianca e rossa al collo neanche fossero Arafat, tanto per capirci – facevano casino perchè bisognava andare in manifestazione. Il Cile, la Palestina, il Governo, la riforma della scuola… sa il cielo, qualunque cosa per loro andava bene pur di fare una – inutile anche da quel punto di vista – bella passeggiata in centro con le sbarbine di prima. Ma quel mese di giugno del 1989 no. Quel mese di giugno la scuola era ormai finita, e il nemico non si chiamava Pinochet. Cazzo, siamo seri, i cinesi hanno anche loro la bandiera rossa, compagni! E oggi, anno 2005, che Paese ha visto Rampini se scrive… Arrivando qui dalla proibizionista e oscurantista California, a Pechino ho finalmente scoperto che cos’è la tolleranza, la flessibilità, il rispetto degli altri? Ma.. stiamo o non stiamo parlando di un Paese a Partito Unico, poca o nessuna libertà politica, religiosa, sessuale? Cristo, un Paese dove se cerchi Falun Gong – gente pericolosa che fa(ceva) meditazione in piazza – su Google ti bloccano i risultati e poi ti vengono a casa a cercare!
Intanto, pochi giorni dopo il saluto romano di Di Canio, Filippo Facci ci delizia con una svastica. Belle e intelligenti parole invece da due dei miei blogger preferiti, Michele Serra – lui non lo sa, ma è un blogger, un grande blogger! – su Repubblica e Roberto Grassilli su Macchianera.

10 gennaio 2005 -- 3 commenti

3 Commenti

  1. 1 Roberto Dadda said at 00:58 on gennaio 11th, 2005:

    Riguardo all’inglese sbagli: si dice “no smoking”, e’ un imperativo, come puoi vedere da qualsiasi cartello esposto, ed a questo si riferisce il termine, sarebbe diverso se dicessi “non smoking person”, ma e’ un’altra cosa.
    bob

  2. 2 Paolo Graziani said at 07:31 on gennaio 11th, 2005:

    Oddio, ora una certa intellighenzia di sinistra(sinistra si fa per dire; riformista, diciamo), sotto la guida ideale di Ciampi, si è messa a fare affari con la Cina, dimenticando completamente la questione dei diritti umani…scandaloso.

  3. 3 Massimo Moruzzi said at 08:17 on gennaio 11th, 2005:

    per Roberto: qual è la differenza fra “non smoking person” e “L’Italia è non (con la n finale) smoking”? Non è un imperativo, al contrario dei cartelli. per Paolo: mi verrebbe da dire che gli affari sono affari… peggio Rampini che loda per la “libertà” (di affumicare gli altri) la Cina, un Paese in cui dev’essere l’unica libertà di cui godono o quasi (i fumatori, gli altri neppure quella)


Inserisci un commento